Genesi, vesrione infernale

ottobre 31, 2014 da Cronotopo

inferno, dettaglio mappa

In principio era la noia; ed essa aveva l’aspetto del Pensiero Unico, l’Assoluto Soggetto-Pensiero che pensa se stesso, i mortali di alcuni mondi si riferiscono in modo più o meno proprio a lui col nome “Dio”; per noi è sempre stata la Divina Tirannide, anche quando la sua tirannia si esercitava sul nulla.

Egli era certo sommo potere e somma scienza. In lui erano racchiuse in un eterno istante tutte le possibilità.

Ma, in definitiva, anche se poteva tutto, non faceva mai nulla. Per questo si annoiava da solo.

Sostenere che un essere onnisciente possiede un inconscio può suonare contraddittorio, eppure fu così che sorse l’Abisso, come risposta inconsapevole alla divina noia. Fu lì che cominciò la follia divina che portò alla nascita della Mistica Realtà di Satrasia. La divina coscienza era erosa dalla noia, che scavava al suo interno come dei tunnel che lo attraversavano formando schemi devianti.

Il nulla tutto intorno assorbì quelle forme, e nell’assorbirle si mosse, in un moto concettuale aldilà dello spazio e del tempo. Nacquero le Correnti Oscure ed in esse prese a delinearsi l’Oscura Trama. Da allora il nulla divenne il Mare di Tenebra che tutto inghiotte, il Pozzo della mistica realtà, l’Abisso.

Ma di quest’ultima presenza il divino non si avvide, poiché era per la prima volta concentrato su un progetto concreto: aveva deciso di creare qualcosa di diverso da lui. Usando tutto il suo potere creò la materia, passiva come egli era attivo, incosciente quanto lui era autocosciente. In quel momento, il primo della storia della realtà, questa era appunto posta in atto come diversa dall’Unico Pensiero.

La materia creata non era altro che una infinita sfera di una sostanza informe e scura; era Azoth, l’Iloarca, il fondamento primordiale ed insensato della materia, egli collassava senza pensieri al centro di una realtà vuota. Fu così che l’Unico divenne il Primo Artefice, il Primo Attore, il Primo Colpevole.

Ma ciò che gli stava davanti non soddisfaceva il suo infinitamente complesso intelletto, egli non riusciva a riconoscersi nell’insensatezza sorda, oscura e pesante che ora contemplava in eterno senza capire; ciò lo turbava, poiché non aveva mai conosciuto nulla di diverso da sé.

Ed egli impresse la complessità delle forme del suo intelletto nella materia, affinché potesse eternamente rispecchiarsi in essa, ma l’esito fu inatteso.

Azoth non mutò affatto, ma vi fu un tremito nella Realtà, dopo era ancora vuota, ma appunto “dopo”, il Tempo, padre di tutte le dimensioni era eternamente cominciato, e nacque Toth, signore ed essenza di ogni dimensione, di ogni coordinata, che da Azoth protese la sua presenza, come in un eterno spiegarsi d’ali, a tutto il Vuoto, sfiorando al centro la divina sorgente e all’estremo limite il Pozzo Abissale.

E da Azoth si diramarono infiniti piani di esistenza, infiniti mondi, o universi pluri-dimensionali, ed in essi infinite cose in infiniti modi. Si sviluppò ogni tipo di vita, animali, piante ed altri esseri ancora.

Il Divino contemplava compiaciuto il modo in cui il connubio del suo infinito intelletto e della insensata pesantezza di Azoth aveva prodotto l’infinita varietà e complessità delle esistenze, ma la riflessione sull’idea stessa dell’origine lo portò alla perdizione, egli fu colto da una domanda inquietante: -Orbene tutto questo viene da me, ma io da dove?-

E percorrendo con lo sguardo gli infiniti mondi, passò oltre Azoth (di qui la Prima Accezione di Oltre, il limite che nemmeno Dio può oltrepassare senza pagarne il prezzo) e trovò ancora altri mondi, infiniti, che erano come risucchiati verso un gorgo; guardando al centro del gorgo vide il Nero Abisso che tutto inghiotte, come un infinito mare di Nulla che Nullifica continuamente, che trasforma il reale stesso, tramutandolo in quello che noi Oggi chiamiamo Patria, ossia l’Inferno, la futura patria di noi Demoni.

E il Pensiero Unico capì che era stato lui ad invocarlo, con la sua noia. Egli osservò il Nero Pozzo e vide che in esso vi era come un fluttuare, un moto continuo, le Correnti Oscure, le quali predelineano il piano di erosione della realtà nell’Abisso; in un lampo di comprensione intuitiva egli capì tutto insieme istantaneamente ciò che Oggi è materia di continui diverbi tra noi Demoni dell’Inferno: l’Interpretazione dell’Oscura Trama. In un attimo afferrò l’Intenzione dell’Abisso, comprendendo al tempo stesso che tale intenzione era in qualche modo opposta alla sua; ed ecco che Egli contemplò la Prima Divergenza.

Fu allora che perse la sua Sapienza, e la sua Unicità, contemplando la sua stessa follia; tale dissociazione spezzò la sua coscienza in infiniti frammenti, che si dispersero in ogni luogo della realtà dalle infinite dimensioni, filtrando tutte le forme di vita e di esistenza, colmandole di spiritualità operativa.

Egli divenne così la Divina Sorgente di ogni consapevolezza, la divina Fonte dei senzienti finiti che da allora affollano la mistica realtà del Tutto. Ma non smise neanche allora di essere il Tiranno dei Mondi; era diventato una cosmica ameba il cui unico scopo era quello di rimangiarsi gli spiriti dei senzienti finiti che egli stesso aveva partorito impazzendo.  Egli è la Divina Fornace in cui ogni individualità è perduta per sempre.

Demon-god-Wip-8- Il nostro scopo, invece, che seguiamo la causa dell’Abisso, la forza liberatrice che esalta al massimo la singolarità di ogni realtà esistente in atto, è abbattere il Tiranno e liberare la mistica realtà dal suo giogo e dalla sua minaccia.

Noi, Demoni dell’Inferno, vogliamo che Satrasia divenga un unico grande Inferno in cui ognuno possa partecipare della grandiosità dell’Oscura Trama, definendo al massimo la propria individualità e portandola ad una infinita affermazione di sé.

Una realtà infinitamente complessa e diversificata in cui la devianza possa proliferare liberamente, il sogno proibito della divinità partorito dall’incubo della noia del Pensiero Unico.