Afterparty: la recluta, parte 2

marzo 22, 2015 da Cronotopo

Giacomo rimase a bocca aperta, cercò di dire qualcosa, poi la richiuse. Ci riprovò: -Che cazzo vuol dire? Se mi conosci sai benissimo che non entrerò mai nella vostra organizzazione, preferisco morire.-

-Dici così solo perché non sai come stanno le cose.-

-Ah davvero? E come stanno?-

-Credi che chi manipola la storia e controlla l’umanità sia un unico gruppo? Ti sbagli di grosso. Altrimenti perché restare nascosti? Perché non imporre un nuovo ordine mondiale?-

-Ci state provando, ma i popoli resistono. Non ce la fate a controllare tutto.-

-Sciocchezze.- fece l’illuminato facendo un cenno netto con la mano come per allontanare qualcosa. -Se la mia fazione fosse l’unica a quest’ora avremmo cancellato questa squallida civiltà moderna e sarebbero potuti tornare i nostri benefattori.-

-Voi… cosa.. non ti seguo. Chi sono i vostri benefattori?-

-Non hai capito? Non siamo soli, in questo universo, e tanto meno in questa realtà. Esistono forze aldilà della materia, forze che trascendono questo livello di esistenza.-

-Quali forze?-

-Alcune sono conosciute, almeno in parte, altre invece sono state dimenticate, come quelle che servo.-

-Tu… tu servi forze di un altro livello dell’esistenza? Sarebbero questi benefattori di cui parli?-

-Proprio così. Io e i miei sodali serivamo le forze della natura, quelle che permettono il naturale svolgersi dei cicli di vita, morte e rinascita che permeano i mondi materiali come questo.-

-Non ti credo. Se così fosse, perché allora fate i loschi e tramate alle spalle della gente?-

-Ancora non ci arrivi? Usa la tua immaginazione, ti sei pure fumato l’erba della meditazione! Non siamo gli unici a servire forze superiori, ci sono le altre fazioni…-

-Come il tipo col cappuccio nero da massone di prima?-

-Eh, si, bravo, proprio lui. Sono quelli come lui ad avvicinarsi di più allo stereotipo che hai in mente quando pensi a chi governa il mondo.-

-Quelli come lui… tu l’hai chiamato satanista, non è vero? Mi stai dicendo che… che il diavolo esiste davvero?- Degludì a quel pensiero. Era qualcosa di sconcertante, perfino per lui.

-Esiste eccome, mio caro complottista. E noi siamo qui per combatterlo.-

-Vuoi dirmi che voi non mangiate e stuprate i bambini in riti orribili e che non uccidete tutti quelli che si mettono sulla vostra strada?-

L’incappucciato fece un sorriso truce. -Oh, no. Anche noi abbiamo i nostri riti, che tu giudicheresti abominevoli, se non ne conoscessi lo scopo. L’uomo moderno non può capire le esigenze delle forze della natura. E tutte le sette non hanno pietà con chi si trovano lungo la loro strada.-

Sette. Sette segrete. Chissà quante, tutte in conflitto fra di loro. -Ma allora…- disse mentre cercava di fare ordine nella massa dei suoi pensieri.

-Il punto è lo scopo per cui si compiono determinate azioni, tutto dipende dal fine. È la prima massima iniziatica fin dall’alba dei tempi.-

-E qual’è il vostro scopo?-

-Noi serviamo le forze della natura, e vogliamo il ritorno dei nostri benefattori sulla Terra.-

-Ma hai detto che volete distruggere la civiltà moderna!-

-Perché, a te piace?-

Quella domanda lasciò spiazzato Giacomo, che si fermò un attimo a riflettere. Stava avendo una conversazione con un vero illuminato, un iniziato, un membro di una setta segreta, che gli stava dando una valanga di informazioni da digerire, e lo schema ancora non era chiaro.

L’uomo continuò: -Vuoi dirmi che ti piacciono le fabbriche e l’inquinamento, gli ingorghi stradali, la pubblicità commerciale, le elezioni politiche, i social network e i giornali, dover fare lavori di merda per tirare avanti? Ti piacciono queste cose?-

-No ma…-

-E allora? Noi vogliamo solo che l’uomo torni ad una condizione più naturale, alle tradizioni sciamaniche di cui noi siamo i custodi. Si, hai capito bene, io rappresento gli eredi degli antichi riti, che a loro volta non sono che aspetti dell’unico vero culto delle forze della natura. Solo quando torneremo alla natura torneranno i nostri benefattori, dalle stelle e dalla profondità della terra.-

-Non è possibile. Tu a che tradizione appartieni, scusa?-

-Rappresento i culti celtici: sono druido della costa tirrenica. Difendo i riti ancestrali di questa terra.-

-Un druido? Ma che dici? Mi spieghi come faccio a crederti? Come faccio a fidarmi di quello che mi dici?-

-Sei un musicista, giusto? Crederai grazie alla musica.-

-Come?-

-Ascolterai la musica degli antichi. Allora capirai.-

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