Afterparty: la recluta

marzo 22, 2015 da Cronotopo

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Pianeta Terra, anno 2018 d.C.
datazione basata sulla rivoluzione del pianeta attorno alla sua stella e sulla nascita di Gesù detto il Cristo, primo dei santi.

Satrasia-Racconto La Festa- Sketch 3b

Giacomo fu avvolto dalle tenebre e perse conoscenza.

Quando si svegliò, si trovò sdraiato su un tappeto di muschio al centro di quella che sembrava una piccola caverna, grande quanto una stanza. Lungo i lati correvano rudimentali panche scavate nella pietra chiara, anch’esse coperte di muschio.

Nonostante la mano dell’uomo si percepisse appena in quello strano ambiente, aveva un aspetto confortevole. Le uniche note inquietanti erano l’assenza di uscite, solo delle piccole aperture sul soffitto che permettevano il ricambio dell’aria, e l’inspiegabile luminosità della stanza, nonostante non vi fossero fonti di luce.

Gli eventi che lo avevano portato fin lì ritornarono nella mente del ragazzo in grandi ondate: l’arrivo di Sabina, il suo racconto, l’irruzione degli sbirri, l’arrivo di un losco incappucciato seguito da strane bestie, la sua discussione con Sabina e con un altro incappucciato del quale sembrava nemico.

Il primo losco aveva chiamato l’altro satanista. Significava che lui non lo era?

Si tirò in piedi e si controllò addosso: aveva ancora tutte le sue cose, poteva perfino farsi una canna. Ma la prima cosa che fece fu controllare il cellulare: ovviamente non c’era campo. E anche se ci fosse stato, non aveva la minima idea di dove fosse. Chiedere aiuto non avrebbe portato a nulla, se non a dare la notizia che era stato rapito dagli illuminati.

-E così ci siamo!- si disse mesto il giovane dj mentre le sue mani rollavano uno spinello in automatico. -Alla fine mi hanno preso, maledetti. Che cazzo mi faranno?-

Lo avrbbero ucciso? Lo avrebbero torturato? Gli avrebbero fatto il lavaggio del cervello? Lo avrebbero costretto a stuprare, uccidere e mangiarsi i bambini, come era loro costume? Tutto era possibile, perché il reale aveva già varcato i limiti della sua immaginazione, che aveva sempre ritenuto vastissima. E lo era, a confronto con quella degli altri. Ma evidentemente non era sufficiente.

Mentre finiva di girare la canna fece il punto della situazione: era tutto vero, c’erano dei supermassoni che controllavano il mondo, c’erano i mostri e i poteri sovrannaturali. Ma era davvero così, o c’era qualche tecnologia segreta a monte e niente di più? E allora come spiegare Sabina che svolazzava di qua e di là avvolta in una sfera di energia?

No, c’era anche la magia di mezzo, o i superpoteri della mente, insomma qualcosa che sbloccava le infinite potenzialità della coscienza. Aveva sempre saputo che lo spirito era in grado di fare qualunque cosa, ed ora ne aveva le prove.

Era stato testimone oculare dell’inconcepibile dai più.

Ma che fare ora? Niente, sapeva bene che non c’era speranza per lui: era nelle mani degli illuminati, sarebbero stati loro a decidere il suo destino, che sentiva sarebbe stato funesto.

Ma chi lo aveva rapito? L’incappucciato seguito dalle bestie o quello satanico circondato da pupazzi ingessati? Ce n’era uno peggio dell’altro? L’unico modo per avere risposte era aspettare. Almeno avrebbe affrontato le ultime ore strafatto.

Ispezionò meglio la caverna mentre fumava la canna, ma non c’era molto da vedere se non roccia e muschi. Però una cosa la capì: erano proprio i licheni sparsi anche sulle pareti ad emettere quella strana luminosità.

Proprio mentre stava per spengere il primo spinello, pronto a rollarsene subito un altro, apparve dal nulla il losco col mantello marrone: per qualche ragione era convinto che fosse lui il misterioso dj della festa dove erano morti tutti quei ragazzi, il responsabile di tutto!

Ci mancò poco che gli venisse un colpo, fra il fumo andato di traverso e lo spavento.

-Perdonami.- disse con voce cordiale l’incappucciato: il volto era in ombra, solo la bocca era ben visibile.

-Chi sei? Sei un…- non riuscì a dirlo.

-Un massone? Un illuminato?-

Giacomo annuì in silenzio.

-Vuoi sapere se appartengo ad una setta che domina in segreto la storia umana? È forse questo che intendi? In questo caso la risposta è si. Ma la mia gente non è l’unica, come avrai visto.-

-Ma chi siete voi?-

-Di questo parleremo fra poco, non temere.-

-Perché sono qui? Perché…-

-Perché non ti abbiamo semplicemente ucciso?-

Un altro silenzioso assenso. Il ragazzo aveva la pelle d’oca, quel tizio metteva paura con la sua sola presenza, come un pericoloso animale.

-In effetti avremmo potuto farlo a questo punto. Oppure potevamo utilizzarti come cavia nei nostri esperimenti. Ma vedi, il fatto è che ti osserviamo da un po’ di tempo ormai, Giacomo.-

L’aveva detto come se si trattasse di qualcosa di rassicurante, cosa che lo rendeva ancora più spaventosa.

Quasi gli venne un sorriso nel rispondere: -In effetti ho sempre avuto l’impressione che foste sempre tutti intorno a me.-

-Beh, si, è per questo che ti osservavamo. Hai sviluppato una percezione più acuta degli altri di ciò che ti accade intorno. In effetti vedi il mondo a un livello superiore delle persone con cui hai vissuto fino ad oggi. Ma non hai ancora visto nulla, c’è molto di più dietro le quinte della ribalta.-

-Cosa volete da me? Cosa volete da Sabina?-

-La tua amica è solo stata una sopravvissuta casuale in una delle nostre operazioni. Non pensavamo che avrebbe sviluppato capacità metafisiche. Ma adesso che lo ha fatto vogliamo reclutare anche lei.-

-Anche lei?-

-Certo. Non te l’ho ancora detto? Intendo reclutarti nella mia organizzazione. Per tua fortuna siamo proprio quelli giusti per te.-

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