Aftersex: il teatro, parte 2

settembre 16, 2015 da Cronotopo

-E allora- disse una voce nasale -l’angelo è venuto a cercare la protezione per suo figlio, o è solo un abbaglio?-

-Io tratto solo con un perfetto.- disse Uriel freddo.

Un tipo dall’aria pericolosa entrò nel loro campo visivo. Vestiva un completo viola dall’aspetto costoso ma anitquato, i capelli scuri erano tinti di verde in modo approssimativo, la faccia era coperta da un cerone bianco in molti punti sbavato. Sorrideva con una bocca che sembrava troppo grande, tinta di nero come gli occhi. Dava l’impressione di un teatrante fallito che si fosse dato al crimine.

Fece un cenno e le pistole alle loro spalle si abbassarono. I due genitori del nascituro si rilassarono, guardandosi alle spalle. Due buttafuori del locale arretrarono di un passo e si misero di guardia alla porta, mentre la prostituta che li aveva condotti fin lì si sedette sul bordo del letto.

-Sono io il perfetto, sciocco.- disse l’individuo con il cerone; la voce nasale era la sua. Le sue parole trasudavano un sarcasmo sopra le righe, farsesco. -Parla pure a me, io so ascoltare meglio del tuo Dio.-

-Mostrati per ciò che sei.- ribatté l’angelo.

Per un attimo un terzo occhio si aprì sulla fronte del tipo, emanando un bagliore verde, poi si richiuse. -Dovrai accontentarti di questo, temo. Ti basta?-

-Si.-

-Adesso dimmi perché sei qua, prima che il mio umore peggiori.-

-Voglio che prendiate con voi nostro figlio.-

-Un Nephelim, eh? Sai bene che dovrà essere lui, o lei, a scegliere di venire con noi. O non lo sai? Comunque non sei qui per questo. Tu cerchi… protezione, per lei. E poi anche qualcos’altro. Davvero ti senti pronto per un simile passo?-

-Voglio risposte, solo voi potete averle. Perché ho tradito tutto ciò in cui credo per questa creatura che deve ancora vedere la luce, che appena oggi è approdata all’esistenza?-

L’individuo fece un gesto di disprezzo con la mano. -Ah! Angeli!- disse sempre più sarcastico -pensate sempre alla missione, e poi un bel giorno, mentre indossate i panni dei mortali, bum! Scoprite un mondo di emozioni. E così perdete la grazia, e magari vi trovate a cadere, eh?-

-No, mai. Non sarò mai come quei traditori, io…- Uriel stava lentamente ma inesorabilmente perdendo la sua calma, il volto tradiva a tratti una profonda inquietudine interiore.

-E così vuoi essere dei nostri. Bell’idea, bravo. Ma sai già che c’è un prezzo.-

-Qual’è?-

-Vuoi protezione per la ragazza? Noi possiamo dartela. Facilissimo. Ma tu sai che devi tornare a fare rapporto ai tuoi… alleati terrestri, altrimenti potresti destare sospetti. Tu resterai nelle loro fila e farai il doppio gioco, lavorerai per noi dall’interno finché non saremo certi che li hai traditi e che sei dalla nostra. Allora potremo accoglierti nella nostra comunità. Perché è questo ciò che sei venuto a chiedere, non è vero?-

-Si, è così.-

-Hai già pensato alla storia di copertura? O devo insegnarti tutto io?-

-Ma certo.-

-Dalle informazioni che ho eri in missione agli ordini di un inquisitore insieme ad un altro angelo. Scommetto che ti sei sbarazzato di loro. Come giustificherai la loro scomparsa?-

Per un attimo l’angelo sembrò sorpreso di ciò che l’altro sapeva. Poi rispose alla domanda: -Siamo stati attaccati dai diabolici, la ragazza e il prete sono morti nello scontro, mentre il mio sottoposto, Malachiel- e dicendo queste parole estrasse il pendente che aveva usato quando si era rivoltato contro i suoi -è stato catturato.-

-Però! Una giara-prigione che contiene un angelo. Questo all’Inferno vale parecchio, lo sai? Vuoi darti al commercio di anime con gli Inferi? Se vuoi ti procuro qualche contatto…-

Sabina, rimasta in silenzio fino a quel momento, non ce la fece più: -Ehi, mi dite che sta succedendo? Chi diavolo sei tu, si può sapere?-

-Sono quello che ti ridarà una vita, se accetterai le nostre condizioni, una vita per te e per il tuo bambino.- quel suo tono eccessivo rendeva difficile prendere sul serio le sue affermazioni.

-Quali condizioni? Scommetto che anche voi volete che mi unisca alla vostra causa, qualunque essa sia!-

-Mah, non esattamente. In realtà tu non puoi essere dei nostri, la nostra causa non potrà mai essere anche la tua, al massimo sarà di tuo figlio, se vivrà abbastanza.-

-E allora che volete?-

-Sei pur sempre una metaumana. Potresti esserci utile qualche volta. Farai parte della nostra rete.-

-E tu che ne sai di chi sono io?-

-Sabina Mari, giusto? Hai assistito senza volerlo ad un rituale cultista sulla costa toscana, poi sei fuggita a Firenze, la tua città natale, dove sei stata intercettata contemporaneamente da due operativi, uno comandato da un druido e uno diabolico. Hai il potere di evocare sfere di energia cave che puoi usare sia per difenderti che per attaccare. Come vedi siamo informati sul tuo conto.-

-Si, lo vedo.- Ma chi diavolo erano quelli? Come facevano a sapere tutto di lei? Cos’era quell’organizzazione che dava rifugio agli angeli ribelli e alla loro progenie maledetta dal cielo? -Sei un demone?- chiese all’uomo vestito di viola.

-No, bambina, non sono un demone. Ti sembra forse che ti stia offendo ricchezza e potere, oppure che ti stia incitando a sviluppare il tuo potenziale? Ho forse sparato una di queste sciocchezze? Ti sto solo offrendo una tranquilla copertura e assistenza sanitaria in un rifugio sicuro per quando dovrai partorire. Devo farti il disegnino, come dite a Firenze?-

-E in cambio volete che lavori per voi.-

-No. Chiediamo solo che se avremo bisogno di te, cosa che potrebbe anche non verificarsi, tu sarai disposta ad aiutarci. Si tratta di uno scambio di favori.-

-E come posso fidarmi di voi, se non so neanche chi siete?-

-Perché ti lasceremo andare per la tua strada, libera di accettare o meno le nostre condizioni. Se le accetterai, vedrai che ti lasceremo in pace e che ci mostreremo solo in caso di necessità. Ti basta?-

Doveva bastare. Sabina, da quando era precipitata in quell’abisso di cospirazioni, si era sempre sentita sull’orlo di un baratro, pronta in qualunque momento a precipitare. Le prime sette con le quali era entrata in contatto volevano assoldarla, ma lei si era rifiutata. Quei loschi non le avevano ispirato la minima fiducia.

Quelli lì invece, chiunque fossero, avevano un atteggiamento simile al finto poliziotto, che dopo tutto l’aveva lasciata andare. Che si trattasse della stessa fazione? Durante la panoramica delle sette che gli aveva fatto l’angelo mentre volavano insieme, aveva sospettato che si trattasse di un templare, uno insomma che lottava contro le Forze Superiori, le quali anche lei percepiva istintivamente come nemiche sue e dell’intera umanità.

Ma proprio per quello era dubbiosa nei confronti del suo attuale interlocutore: chiunque fossero lui e la sua comunità, come l’aveva chiamata, non erano umani, non del tutto almeno. Lei non sarebbe mai potuta essere dei loro, come suo figlio o il padre Uriel. Lei era umana, loro no. Non poteva trattarsi di templari o simili.

-Ora ho capito!- esclamò folgorata -Voi siete una comunità di esuli! Di traditori della propria parte, esiliati e braccati dalle vostra stessa gente!-

-In parte.- sorrise l’individuo in viola. -Come hai brillantemente arguito, offriamo rifugio a chi sia stanco di essere parte delle Forze Superiori, di seguire i loro vaneggiamenti, come il nostro amico angelo, qui. Dunque accettate le nostre condizioni o ci dovete pensare?- era incredibile come riuscisse a far risultare offensiva ogni domanda di circostanza con quella voce.

Uriel e Sabina si scambiarono un’occhiata, in cui si scambiarono anche un flusso magmatico di emozioni, impossibile da descrivere. Lui stava per tradire Dio in persona, lei stava per dare la propria fiducia ad un gruppo sconosciuto di cui non sapeva praticamente nulla.

Si voltarono verso il loro interlocutore e annuirono.

-Molto bene. Dunque mi presento: potete chiamarmi Nicolaus. Adesso vi dirò i codici e le parole per riconoscerci. Fate attenzione, prego!-

La voce nasale parlò adesso direttamente nella testa di Sabina. -Per te, ragazza, il codice è questo: il pifferaio illumina il campo. Se qualcuno ti dirà questa frase, tu dovrai rispondere: solo al tramonto. Se ti verrà risposto “non è vero”, saprai che è uno dei nostri. Non avrai bisogno di protocolli per contattarci, perché ti terremo d’occhio, veglieremo su di te, in segreto. Ricordati che se raccontarai a qualcuno di questo incontro, se rivelerai i codici, o farai qualunque altra cosa contro di noi, l’accordo salterà, e tu ti troverai di nuovo sola. Siamo intesi?-

-Ma se non so nemmeno chi siete!- rispose mentalmente lei.

-Noi siamo il Teatro, e credimi, lo spettacolo sta per cominciare!-

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