Anche l’ottavo presupposto è di carattere stilistico e riguarda i contenuti dell’opera: essi devono essere caratterizzati dalla blasfemia e dalla scorrettezza politica. Si tratta di un presupposto stilistico e non di un fine: l’autore non mira alla critica di qualsivoglia ideologia o religione, semplicemente vige un principio di irriverenza totale nei confronti di ciò che la gente ritiene più importante, i propri valori.

Insomma, in Satrasia vi è una totale e continua dissacrazione senza che ci sia condanna dei valori dissacrati: gli angeli sono cattivi tanto quanto i demoni, il comunismo è un complotto satanico, i nazisti in realtà non sono così malvagi come la storia li descrive, e così via.

Ripeto che questo presupposto riguarda l’estetica dell’opera, e non il suo significato: l’effetto offensivo nei confronti delle idee e delle credenze umane non rispecchia direttamente la concezione dell’autore, né esprime un presunto fine educativo o edificante, ma fa semplicemente parte dello stile di Satrasia.

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divisoreIndice dei postulati:
1. Totalità dei generi del fantastico
2. Medialità delle fonti di ispirazione
3. Plagio
4. Coerenza e compattezza
5. Realismo dell’irrealtà
6. Popolarità e radicalità
7. Relativismo morale
8. Blasfemia e scorrettezza politica
9. Fine puramente estetico
10. Inversione prospettica
11. Bosciolante

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