Dove gli dei sono crudeli: il maestro dell’Ombra

marzo 28, 2015 da Cronotopo

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Mondo del Camal di tutti gli dei, pianeta Domus, anno 1570 dopo la fondazione dell’Aquila, datazione basata sulla rivoluzione di Domus attorno alla sua stella.

Vagat-bozza-

-Un’eclissi?- chiese Gorak guardandosi attorno inquieto. L’oscurità non era un problema per nessuno di loro, ma quell’improvviso oscuramento non sembrava proprio promettere niente di buono.

-Non credo proprio! La luce è scesa all’improvviso, ci saremmo dovuti accorgere prima di qualcosa!- osservò Vanita.

-La Luce!- esclamò Vargat come folgorato -è una tecnica della Luce! Credevo fosse solo una leggenda!-

-Quale leggenda?- chiesero gli altri in un caotico coro.

-Al tempio giravano voci su una potentissima tecnica della Forma del Sole, la chiamanvano “intascarsi il sole”! Un maestro sarebbe stato in grado di risucchiare tutta la luce solare dalle terre attorno a lui! Cazzo, non ci ho mai creduto!-

-E pensi che sia stato un… un Cavaliere della Luce?- chiese la goblin stabuzzando gli occhi.

-Vuol dire che sono già sulle nostre tracce!- esclamò Gorak -Hanno scoperto il cadavere del loro fratello e ci stanno dando la caccia!-

-Probabile…- disse Vargat pensieroso -…ma se è vero, perché eseguire una tecnica così vistosa? Adesso siamo tutti sul chi vive, mentre avrebbero potuto seguirci senza che noi ci accorgessimo di nulla, almenoché…- l’ipotesi peggiore: un maestro della luce e uno dell’ombra insieme.

Le tecniche dell’ombra traevano il massimo vantaggio dal buio, ma non erano in grado di crearlo su così vasta scala in pieno giorno. La Forma dell’Ombra e quella del Sole erano complementari, insieme potevano risultare imbattibili. Non sarebbe mai riuscito a contrastarli da solo, specie se uno di loro era così potente da intascarsi il sole.

Ma stavolta non era solo: due maghi e una guerriera orchesca con un’arma della sua razza. Forse potevano bastare, ma dovevano prepararsi all’istante.

-In guardia, gente, stiamo per subire un attacco, ne sono sicuro!- disse ad alta voce il goblin.

-Lo sapevo.- gemette il coboldo.

Vargat non ci fece caso: -Gorak, Vanita, conoscete la magia del fuoco?-

-Che dobbiamo fare?- chiese la sua simile.

-Ci serve un cerchio di fiamme che illumini il terreno intorno a noi, date fuoco alla giungla!-

-Ma sei impazzito? Ci farai scoprire all’istante, forse possiamo ancora scappare o nasconderci…-

-Non possiamo!-

-Perché?-

-C’è un maestro dell’Ombra fra i nostri inseguitori, ne sono certo. Per questo il cavaliere della Luce si è intascato il sole, altrimenti perché l’avrebbe fatto? Nell’oscurità ci troverebbe e ci ucciderebbe senza che ce ne accorgessimo neppure.-

-Quindi?-

-Dobbiamo aspettarli qui e sconfiggerli, sperando che non portino con loro un intero esercito. Ma non credo: i maestri dell’Ombra agiscono da soli, al massimo in coppia, detestano le azioni di gruppo.-

L’orchessa fece un passo avanti: -Io sono pronta a combattere!- esclamò Udga brandendo la gigantesca spada in una mano e la frusta nell’altra. In quel momento esprimeva una forza selvaggia che la rendeva davvero affascinante, soprattutto agli occhi di un combattente.

-Bene.- fece Vargat -Udga, tu starai con me al centro e faremo da esche. Voi due, stregoni, preparate un cerchio di fiamme, almeno venti passi di diametro, e poi nascondetevi sulle cime degli alberi, usate anche i vostri trucchi, invisibilità, mimentismo, qualunque cosa, e tenete pronti gli incantesimi offensivi.-

Un piano elementare, ma era l’unico che gli era venuto in mente. Vanita e Gorak lo accettarno senza discutere, comunque. Il fuoco iniziò a divampare attorno a loro squarciando l’oscurità.

Il goblin si rese conto in quel momento di quanto la fiducia nei suoi confronti fosse già sedimentata nei loro cuori e se ne stupì. -Sono pronti ai miei ordini!- si disse -Perché? Solo perché la scorsa notte ho salvato le loro vite?- Forse perché finora aveva sempre mostrato sicurezza e aveva la risposta pronta, oltre che la lingua pungente. Forse perché diceva cose più sensate di altri membri della sua razza.

Avrebbe potuto tenersi le sue elucubrazioni ed usarli semplicemente come esche per lasciare indietro gli inseguitori. Per qualche ragione, sentiva che gli inseguitori ce l’avevano con lui. Era stato lui ad uccidere il Cavaliere della Luce, era lui che cercavano per punirlo e… e per sapere dove aveva imparato a seguire la Via.

Invece aveva deciso di fare l’eroe, di aspettare i suoi nemici lì in mezzo alla giungla in fiamme, ritto sulle sue gambe, con accanto un’orchessa guerriera e troia che non vedeva l’ora di menare le mani, a giudicare dallo sguardo. Buon sangue non mente, gli orchi erano una razza di combattenti, anche dopo centinaia di anni a fare da schiavi.

Si augurò che bastasse il fuoco nelle vene della donna e la maestria delle sue tecniche, insieme ai trucchi dei due stregoni, per tirarli fuori da quella situazione.

Fermo al centro della radura creata dalle fiamme, chiuse gli occhi e si concentrò per condensare dentro di sé il Soffio. Mentre condensava, contemporaneamente espandeva le sue percezioni aldilà del proprio corpo, fino a raggiungere e superare il perimetro delle fiamme che divampavano intorno a lui.

Dopo un’attesa snervante che mise a dura prova le tecniche di nullificazione della coscienza che il goblin aveva imparato fin da quando era un piccolo orfano adottato dai monaci di Falagacìtta, sentì qualcosa, due combattenti si avvicinavano. Uno era senz’altro un maestro della Mano Vuota, ma l’altro…

fr dx

<<Intascarsi il sole

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