Dove gli dei sono crudeli, parte 4

novembre 11, 2014 da Cronotopo

-Oggi sei generoso con le notizie, vecchio mio.- disse Vargat.
-Ah, ma per te ho qualcosa di meglio.- rispose l’altro con fare ammiccante, lasciando intendere che avrebbe parlato solo sotto compenso. Il goblin gli lanciò una moneta, che fu afferrata al volo con prontezza dal venditore di informazioni.
-Sentiamo.- disse, pensando che si sarebbe presto pentito di aver pagato l’informazione che stava per ricevere.
-Girano strane voci, ultimamente.-
-E quali?-
-Si dice che c’è in giro qualcuno che sta radunando guerrieri e maghi per combattere contro gli dei.-
-Che stronzata! Non si possono combattere gli dei.-
-Non hai sentito del tempio di Zeno a Nagur?-
-No.-

Dares rimase in silenzio. Ricevette un’altra moneta d’oro. Nonostante tutto era riuscito ad incuriosire il goblin più di quanto quest’ultimo non desiderasse. Era un’assurdità, muovere guerra agli dei. Eppure voleva sapere di che si trattava, chi erano i pazzi che si erano messi in testa una cosa del genere. E poi il tempio di Nagur era quello da cui dipendevano i sacerdoti che avevano sacrificato i suoi genitori.
-Beh- fece l’informatore -è stato raso al suolo. I sacerdoti sono stati massacrati dal primo all’ultimo.-
-Ma che cazzo dici! Quando è successo?-
-Al massimo due cicli fa, ma la notizia è girata poco, i sacerdoti fanno di tutto per insabbiarla.-
Quella si che era una notizia. Si trattava di un tempio importante, con succursali in gran parte della regione. Spazzarlo via non era uno scherzo.
-E chi sarebbe stato? Questi pazzi che vogliono far guerra agli dei?-
-Proprio così.-
-Ma chi sono?-
-Non lo sa nessuno, ma si dice che a capo ci sia un umano che è stato maledetto.-
-Sai dove trovarli?-
-Figurati. Se avessi un’informazione del genere credi che me ne starei qui?-
-Vuoi dire che secondo te si possono veramente affrontare gli dei? Che se potessi andresti con loro? Ma che stai dicendo!?-
-Non lo so, ma prima o poi dovremmo pur fare qualcosa per la nostra condizione, no? E poi chi ha il potere di radere al suolo un tempio come quello di Nagur deve disporre di grandi risorse, non credi?-

Aveva ragione. Eccome se ne aveva. Vargat si mise a pensare più seriamente a questi misteriosi umani. Solo un maledetto fra le libere genti poteva proporsi di sfidare il Camal di tutti gli dei. Ma gli dei erano potenti e spietati, il loro potere copriva l’intera Karmì, il mondo: essi l’avevano strappata al caos nella notte dei tempi e da allora governavano i destini di mortali e sempregiovani, era un ordine che non poteva venire stravolto senza ripiombare nel disordine assoluto.

Perfino lui che odiava gli dei temeva anche solo di pensare ad una eventualità simile. Che ne sarebbe stato di Karmì se non ci fosse stato più l’ordine imposto dal Camal? O forse si sbagliava? Si sentiva eccitato, quella storia della guerra agli dei, benché folle, lo stuzzicava quasi più delle curve di una donna. Quasi.

Decise che era l’ora di incontrare Vanita, così si congedò dal suo compagno: -Grazie per le dritte, e fammi sapere se scopri qualcos’altro su questi umani.- disse alzandosi.
-Scommetto che anche tu non vedresti l’ora di incontrarli, non è vero? Lo sanno tutti che vorresti vendicarti degli dei!-
-Forse. Adesso perdonami, ma ho altro da fare.-
-Vai giù da Vanita?- disse Dares con un lampo negli occhi. Non ottenendo risposta continuò: -devi aver fatto un bel colpo se vai da lei.-
-Tieniti per te la tua curiosità, Dares, se vuoi continuare ad avere la testa attaccata al collo.- con questa frase Vargat si congedò dall’ozioso goblin che nel frattempo stava caricando la sua pipa con la pasta nera del sonno. Lui invece non la fumava mai, rallentava troppo i riflessi.

Uscì dalla sala comune e prese la scala che portava nel seminterrato, dove c’erano i locali delle prostitute; Un orco massiccio dalla faccia incazzata presidiava l’ingresso della saletta dove le ragazze stavano a bere e chiaccherare con la mercanzia in mostra, in attesa dei clienti. Era una società onesta, le singorine erano indipendenti, gestivano per conto loro la situazione, pagando con una colletta l’affitto dei locali e il protettore. Erano parecchio in gamba per essere delle donne.

Vargat fece un segno di saluto all’orco, il quale lo riconobbe immediatamente e lo lasciò passare. Era un cliente onesto, non aveva mai creato problemi, per cui non doveva scucire neanche una moneta per entrare.
Scostò il drappo di pesante tessuto rosso e si introdusse nella saletta interna.

fr sxfr dx

divisore

Indice Dove gli dei sono crudeli