Figlio di un dio maggiore: indietro nel tempo

aprile 3, 2015 da Cronotopo

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Universo degli Esposti, pianeta Terra, anno 2035 d.C., datazione basata sulla rivoluzione del pianeta attorno alla sua stella e sulla nascita di Gesù detto il Cristo, primo dei santi.

PreteAlessandro trafisse al cuore l’angelo biondo, mantenendo la lama conficcata finché la creatura non si illuminò come una lampada al neon. -Non finisce qua, figlio di Zeus. Il Cielo è un nemico potente, e non perdona. Ci incontreremo di nuovo!-

-Vaffanculo, stronzo!- fu la risposta del ragazzo, che estrasse la spada dal corpo luminescente e saettò indietro, per poi lasciarsi cadere e atterrare in piedi sull’asfalto devastato aprendo qualche ulteriore crepa. Prima che potesse abbassare la spada fu consapevole di una presenza alle sue spalle.

Si voltò e l’esplosione che seguì illuminò a giorno la piazza: una ragazza, alta e con i capelli biondo-castani, lo fissava con i suoi grandi occhi azzurri tenendo le braccia incrociate. Sbuffò: -Ce lo fatta!- e poi subito dopo: -Non perdere la concentrazione, non è ancora finita!-

-Cosa? Chi diavolo sei?- ma appena lo chiese, si rese conto di saperlo. -Tu sei Gate!- esclamò -Che cazzo ci fai qui? Sei anche tu una della Chiesa? Sei un angelo?-

-Ma figurati! Io li odio gli angeli!-

-E allora?-

-Sono qui per aiutarti, coglione.-

-Ho appena vinto, ma grazie lo stesso!-

-Non hai capito, allora? C’è un prete, laggiù in fondo a quella stada, ti tiene d’occhio con lo ierocomputatore e ti stava per polverizzare con la mistica arte, ma io… diciamo che gliel’ho impedito.-

-Non ci capisco una sega. Perché mi aiuti? Per chi lavori?-

-Sei già in paranoia? Sto per conto mio, per questo ti aiuto, sei come me.-

-Ah, davvero?-

-Senti, ora non c’è tempo, andiamo prima dal prete, poi ne riparliamo.-

-E va bene, andiamo.-

-Ti porto io vieni…- e tese la mano.

-Col cazzo, bambina, indicami il punto e ci vediamo là.-

Gate fece di nuovo quello sbuffo da smorfiosetta e scosse la testa. -E va bene, testone, è di là.-

Lui saltò in quella direzione e saettò nell’aria cavalcando il fulmine, lei scomparve e riapparì davanti al prete a tre metri di distanza. Un attimo dopo arrivò anche Alessandro avvolto di scariche bluastre.

-Ma come… chi…- fece il sacerdote stupito della doppia apparizione. Era sulla quarantina, i capelli biondi erano ancora folti ma con qualche linea bianca, aveva gli occhi azzurri e vivaci; dagli abiti, pantaloni jeans neri e stivali, giacca di pelle a mezza coscia, sembrava più un motociclista che un prete, se non fosse stato per il collare, ma quelli che andavano in azione erano spesso vestiti “sportivi”. Guardò Gate, sospettoso: -Chi sei, ragazzina? Cosa c’entri?-

-So cosa vuoi fare.- rispose lei -Riesco a vederlo nel futuro: vuoi evocare altri celesti, il tuo arcangelo sta arrivando con i rinforzi… ti consiglio di arrenderti!-

Alessandro era sbalordito dall’autorevolezza della ragazza: sembrava una regina, o roba simile, una nobildonna che si rivolgeva ad un subalterno. La sua voce era insolitamente bassa e profonda, con una punta ironica e supponente in fondo, che rendeva irritante tutto quello che diceva.

-Non credo proprio!- esclamò il prete, premendo un pusante sul netbook che aveva in mano. Alle sue spalle apparvero una dozzina assortita di angeli, tutti con quella faccia inespressiva e gli occhi bianchi e luminosi. Volavano sospesi a mezz’aria con le loro ali piumate, ma uno ne aveva due paia. Doveva essere lui l’arcangelo. Eano tutti armati di armi bianche, spade, asce, mazze.

-Chi ti credi di essere?- continuò l’uomo della Chiesa -Percepisco la tua aura, mocciosa, sei solo una mortale. Anche se sei un semidio come questo ragazzo non potrai sfuggire alla nostra ira! Vattene finché sei in tempo, questa storia non ti riguarda.-

-Decido io cosa mi riguarda!- rispose rabbiosa Gate. I suoi occhi adesso scintillavano. -E comunque faresti bene a non giudicare dalle apparenze. Niente è ciò che sembra, in questo mondo, non ricordi? Non costringermi ad atti estremi.-

-E, sentiamo… quali sarebbero questi atti estremi?- disse il prete divertito. L’arroganza di chi combatteva dalla parte del Cielo era insopportabile. Alessandro lo avrebbe decapitato all’istante, ma era curioso di vedere come finiva il confronto verbale tra i due.

-Hai mai sentito il detto: “evoca il minore, poiché il maggiore potrebbe non rispondere ai tuoi comandi”?-

L’uomo esitò. -Certo, tutti gli iniziati conoscono quel detto.-

-Sai a chi si riferisce, in particolare? Qual’è la circostanza originaria del detto?-

-Certamente… al Signore dei Cancelli.- ora sorrideva di meno.

-Ecco, se non sparisci subito, io evocherò il maggiore, e sai perché mi ubbidirà?-

Silenzio. Perfino gli angeli sembravano a disagio.

-Perché sono sua figlia!- concluse Gate.

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