Galaxia

ottobre 27, 2014 da Cronotopo

Universo degli Esposti, pianeta Terra, anno 2035 d.C., datazione basata sulla rivoluzione del pianeta attorno alla sua stella e sulla nascita di Gesù detto il Cristo, primo dei santi.

galaxia miniGalaxia, lo spirito della galassia, era l’essere più potente della Via Lattea. In lei scorreva il potere dei trecento milioni di soli che componevano la doppia spirale galattica.

Eppure, da un altro punto di vista, era solo una ragazzina terrestre di stirpe umana. Frequentava ancora il liceo, aveva compiuto da poco diciassette anni. Ma questo non lo sapeva nessuno, a parte suo padre e alcuni tra i massimi vertici dell’Autorità.

Per gli altri terrestri era semplicemente l’eroina che difendeva da ormai tre anni gli uomini comuni dallo strapotere degli iniziati, dei supercriminali, e anche delle multinazionali e dei governi. La sua autorità non poteva essere messa in discussione da nessuno. La sua autorità e quella della sua organizzazione, l’Estrema Autorità. Solo gli altri sei supereroi ai vertici potevano opporsi alle sue decisioni.

Il mondo era sconvolto dopo la manifestazione degli occulti poteri che da sempre si erano celati dietro la storia umana. Lei era nata proprio in quel momento, il giorno dell’incidente in Russia.

-Si chiama Destino.- le aveva spiegato il Poeta.

Ma da allora le masse si erano abituate alla gente che vola, spara palle di energia e legge nel pensiero. La gente si era abituata anche a quello, ma dormiva sogni molto meno tranquilli. Per questo c’erano quelli come lei, gli eroi, i paladini dell’umanità e di tutte le altre razze intelligenti che popolavano i mondi sotto l’impero degli uomini.

Perché qualcuno doveva pur difendere la gente come suo padre, un povero e onesto lavoratore che pagava le tasse e faceva grandi sacrifici per mandare la figlia a scuola. Ci doveva essere qualcuno che non pensasse solo al potere personale, o a quello della sua setta.

E a lei era stato dato il potere per farlo. Un sacco di potere. Così tanto che persino gli angeli temevano di incontrarla.

Lei odiava gli angeli, lupi travestiti da agnelli, con quel bel visino e quei modi schivi, gli abiti semplici, celavano soltanto un piano di olocausto al cui confronto il nazismo sembrava una ragazzata. E poi, in fondo, cos’era stato il nazismo? Solo uno dei milioni di complotti tramati dalle sette ai danni di altre sette. E come sempre ci andavano di mezzo persone innocenti e inconsapevoli.

Fosse stato per lei avrebbe dato la caccia ad ogni singolo angelo sul pianeta e lo avrebbe distrutto. Ma tanto poi sarebbero tornati, in un modo o nell’altro. E poi le toccava collaborare con un emissario dei loro alleati, la Chiesa: un energumeno con il viso scavato e la benda sull’occhio che tutto sembrava tranne un prete, se non fosse stato per l’abito; si faceva chiamare semplicemente il Cappellano, ed era come lei uno dei Sette della Estrema Autorità.

Per non parlare dei demoni. Viscidi, ipocriti, con quel loro discorso sull’Inferno dal volto umano.

Eppure le toccava venire a patti anche con loro: Neuromancer, uno dei tecnomaghi più dotati al mondo, era pure lui uno dei Sette. Ed era un diabolico, affiliato alla Setta Diabolica Universale della Rosa-Croce. Certo l’Inferno era milioni di volte migliore del Paradiso, che era solo una immensa fornace per le anime; almeno all’Inferno molta gente si divertiva. Molta altra no, però.

Da quando c’era stata la Caduta del Velo era nata persino una fiorente attività turistica nei primi quattro cerchi, quelli detti essoterici, per entrare nei quali non c’era bisogno di alcuna particolare autorizzazione da parte delle autorità centrali della Nera Sponda. Ma i turisti si divertivano magari a torturare a morte altra gente e così via, e nessuna autorità terrestre poteva fare nulla in proposito, nemmeno la sua.

Tutto comunque era meglio dell’Oltre. I cultisti parlavano continuamente di ritorno alla natura, dell’età dell’oro quando gli uomini vivevano in armonia con la materia e stronzate del genere, ma la comunità internazionale non se l’era bevuta.

Una volta esposti, le mostruosità provenienti dall’Ingoto erano state mostrate per quel che erano, mostri, appunto, che godevano del terrore e della sofferenza inferta alle razze che abitano i mondi senza alcuno scopo ulteriore, e i loro devoti servi, i cultisti come i druidi celti o gli sciamani della Siberia, lavoravano incessantemente per distruggere la società degli uomini e gettare di nuovo l’umanità nella paura e nell’ignoranza.

Con questo non apprezzava così tanto nemmeno l’operato delle cavallerie spirituali, che pur di combattere le ingerenze oltremondane di qualsiasi natura erano pronti a tutto, ed avevano commesso abomini pari a quelli delle altre sette, se non peggiori, in alcuni casi.

-Sei ingenua- le diceva il Poeta -Sei ancora così giovane, eppure dovresti capire che tutto dipende dal fine. Se ritieni giusto il tuo fine, è legittimo qualsiasi mezzo per ottenerlo, altrimenti verrai schiacciato dalle altre forze in campo.-

-Io non posso essere schiacciata!- rispondeva lei.

-Ma potrebbe esserlo tutto ciò che ritieni importante e che da senso alla tua vita, la tua famiglia, la tua città, il tuo pianeta, persino la tua galassia.-

-Io sono qui per questo, perché niente di tutto questo venga schiacciato. Me lo hai detto tu!-

-Lo so, ma se vuoi difendere qualcosa di grande, devi essere disposta a sacrificare una sua parte per la salvezza del tutto. Lo capisci questo?-

-Si, lo capisco, però…-

-Sto solo cercando di prepararti al tuo compito, Latticina.- odiava che la chiamasse così, ma non poteva farci nulla. Era un uomo così affascinante… per parlare con lui senza arrossire doveva assumere sempre la vera forma di Galaxia, con capelli fiammanti, occhi sfolgoranti e tutti quegli altri dettagli che le conferivano quella particolare aria da supertizia.

-O di portarmi dalla parte della tua setta.- era la sua risposta.

-Combattiamo dalla stessa parte.-

-Fino ad un certo punto. La tua setta, i tuoi templari, non hanno mai alzato un dito per difendere la gente comune.-

-Avevamo cose più importanti a cui pensare.-

-Invece adesso no, eh? Perché sei entrato nell’Autorità?-

-Adesso è diverso. E poi non possiamo lasciare l’Autorità in mano alla Chiesa, o ai Diabolici.-

-A quello ci penso io.-

-Al massimo potrebbe pensarci Battlestar, quel negraccio.- Il sorriso sul volto affilato del Poeta indicava che era ironico. Non era mai stato d’accordo con i suoi fratelli del nord Europa, i templari della fazione del Totenkopf, che sostenevano un profondo significato esoterico del razzismo. E uno come Battlestar era un buon argomento a favore delle sue tesi: era il leader del loro gruppo, il capo dell’Autorità.

-E comunque non ci riuscireste, non avete l’esperienza di noi veri iniziati. Anche se sei illuminata e puoi riconoscere quelli come noi, non hai mai fatto parte di una setta e non sai fino a che punto si spingono le trame occulte.-

-Lo sto imparando.-

E in cuor suo sapeva che in fondo il Poeta aveva ragione. Ma non voleva rassegnarsi, e d’altra parte persino lui diceva che adesso la situazione era diversa. La Caduta aveva cambiato tutto, per sempre. Ora tutti sapevano degli iniziati, dei loro complotti, delle Forze Superiori che tutto governano, degli universi paralleli, insomma di quella che gli iniziati di tutto il mondo chiamavano Satrasia, la mistica realtà.

tbc