Giù nella miniera, parte 3

ottobre 27, 2014 da Cronotopo

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Per secoli la gente era vissuta ignara di tutto. Fino a sedici anni prima, fino alla fine degli anni ‘10, tutti pensavano che il mondo fosse solo quello dell’uomo, più tanta inutile materia sparsa per il resto l’universo. Pensavano che ci fossero governi e multinazionali, città, palazzi, telefoni, persone che lavorano e persone che se la spassano, un mondo normale di persone normali.

Invece, il giorno del primo incidente, tutto cambiò. La gente improvvisamente scoprì di vivere in un altro mondo, un mondo di forze spaventose che si contendevano tutto, compreso il misero pianeta degli umani. Un mondo di sette segrete che manipolavano la storia e l’umanità compiendo ogni orrore pur di perseguire i propri scopi.
Di mostri, di magia, di astronavi e di robot.
Un mondo pieno di figate.

Era stato calcolato che il video del Primo Incidente aveva in totale circa dieci miliardi di visualizzazioni ormai. Era stato chiamato “Prova 0”, o “Video” 0. Tutti lo conoscevano. Era uno spezzone della cerimonia di apertura del Campionato Mondiale di Calcio in Russia, quando una coreografia di bambini e bambine venne interrotta da una creatura sferica dai mille tentacoli che piovve proprio al centro del campo, iniziando a divorare con le sue mille fauci i giovani corpi straziati.
Mentre i cameramen di tutto il mondo inquadravano la scena rapiti, come incapaci di volgere altrove lo sguardo, erano apparsi dal nulla un gruppo di soldati ultratecnologici, coperti da esoscheletri e armati di fucili visti solo nei film che sparavano raggi di energia esplosiva.
Mentre lo scontro fra i soldati e la cosa infuriava il collegamento era saltato. Troppo tardi. Circa un miliardo di persone avevano assistito alla scena, e passati dieci secondi dall’interruzione della diretta il video era su migliaia di profili Youtube, postato sulle bacheche di Facebook e rilanciato su Twitter da una parte all’altra del globo.

Coloro che governavano davvero il mondo, gli occulti, le differenti sette iniziatiche che avevano nascosto da secoli la loro presenza agli occhi delle persone comuni, i dormienti, non poterono arrestare quella marea di bit, di elettroni che saltavano da un capo all’altro del mondo carichi di informazioni compromettenti.
Ci provarono, ma fallirono. E fu solo l’inizio. Ormai tutti sapevano.

Tutti vedevano, vedevano anche troppo. Per quel che ne sapeva Simòn molta gente non ce la faceva. Soprattutto quelli che ricordavano il mondo di prima, erano soggetti a tendenze suicide e attacchi di follia.

Laggiù nella Patagonia comunque arrivava solo l’eco di tutta questa storia. Certo ora il bus era una specie di astronave volante e in casa avevano i moduli di teletrasporto per acquistare le merci on line e scaricarle direttamente in salotto. Ma per il resto la vita dei minatori non era così diversa da vent’anni prima. Bastava guardare suo zio per rendersene conto.
Intanto si era formata la solita folla di gente vestita da cantiere che si preparava come lui al turno. Salutò qualcuno, e qualcun altro no. La maggior parte stava attaccata ai propri cellulari, ascoltando la musica con le cuffie, chattando con qualcuno dall’altra parte del mondo o giocando on line; i più socievoli guardavano tutti insieme qualche filmato o qualche oloprogramma su Youtube.

Si mise ad ascoltare le rare conversazioni che si accendevano come fuochi stentati in mezzo alla massa delle persone, reattiva alle parole come la legna umida al fuoco.
-Hai sentito in Messico?-
-Si, il PRI ha spaccato il culo agli Zetas a Vera Cruz.-
-Dici che ce la faranno?-
-Un’altra repubblica diabolica in America Latina? Impossibile! Guarda che stanno combinando i narcos in Colombia contro le FARC: prima di lasciare il potere ai diabolici, quegli altri sono pronti a far piombare nel caos intere nazioni.-
-Se fanno la repubblica io me ne volo lì coi soldi della liquidazione…-
-Perché non vai in Venezuela, o in Nicaragua?-
-Mah, lì la situazione ormai è stabile, ci sono meno opportunità.-
-Ma tu stai con quelli lì?-
-No, però i paesi che comandano loro vanno alla grande. Istruzione iniziatica di massa, sanità pubblica, città senza inquinamento. Sono paesi dove crescere i propri figli.-
-Si, per darli in pasto ai demoni.-
-Sempre meglio che in pasto a Dio…- i due che stavano avendo la conversazione si guardarono intorno guardinghi. Fra i minatori diversi erano cattolici. Avrebbero potuto offendersi a quelle parole. Ma trovarono solo Simon che li stava ascoltando.

-E tu, Simon?- fece quello che voleva andare in Messico -dico, non sei mica battezzato?-
-No di certo.-
-E che vuoi fare da grande?-
-Voglio diventare un supereroe!-
Gli altri risero, ma non troppo. In fondo la prospettiva non era così assurda, i supereroi esistevano davvero.
-Vuoi diventare uno dell’Autorità? Ma non hai poteri, dovresti per forza trovare un modo per farti iniziare, o almeno imparare la magia…- disse il solito del Messico. Si chiamava Franco, e amava spendere soldi in prodotti costosi, vestiti soprattutto. Diceva di voler fare la bella vita e che un giorno se ne sarebbe andato. Le sue simpatie politiche erano abbastanza chiare.
-Secondo me l’Autorità non ce la può fare contro le sette- fece l’altro, Oliviero -Solo una setta può sconfiggere altre sette. E comunque preferisco l’equilibrio che c’è qui, dove nessuna prevale ma non c’è guerra aperta.-
-Ma non eri per il Fronte?-
-Sì, meglio loro, almeno sono tutti umani. Gli Egalitari hanno un paio di demoni persino in parlamento…-
-Sono cittadini come noi.-
-Sì, ma sono cittadini immortali. E comunque peggio per loro, pagheranno tasse per l’eternità.- scoppiò a ridere, seguito dagli altri due. -In ogni caso così è quasi meglio.- continuò -Non ci tengo a diventare troppo in fretta un impero d’acciaio come il Giappone o la Lega Norrenna per gettarmi in chissà quale guerra…-
-Secondo me il Giappone è figo.- intervenne Simon; i due lo guardarono -Si, beh…- proseguì lui imbarazzato per tutta quella improvvisa attenzione -Dai, tutti quei megarobot che volano nello spazio, i samurai con gli esoscheletri corazzati, e poi loro sono gli unici che difendono davvero gli uomini in tutta la galassia, lo sanno tutti!-
Gli altri non seppero come rispondere.
-Magari diventiamo uno dei paesi del Blot e facciamo guerra un’altra volta agli inglesi!- disse dopo un po’ Franco. -Non mi piacerebbero tutti quei sacrifici umani nel mio paese.-
-See, ma se stai con i demoni!-
-Non sto con i demoni, coglione!- andarono avanti così, come sempre. I due avevano discussioni simili praticamente tutti i giorni. Franco era un simpatizzante dei diabolici, mentre Oliviero parteggiava per le cavallerie, in particolare per i Templari.

Erano i tipici sostenitori delle reciproche parti. Chi parteggiava con gli “amichetti di Satana”, come venivano eitchettati con disprezzo dalla propaganda cattolica, amava il lusso e le libertà individuali, ma anche le pari opportunità e i diritti per tutti gli esseri senzienti, creature extradimensionali comprese. Sostenevano vivacemente, come aveva fatto Franco, i regimi dove i diabolici erano saliti al potere spazzando via le altre sette iniziatiche, come il Venezuela, il Nicaragua o Cuba. E di argomenti ne avevano a iosa: tutti sapevano quanto si stava bene nei regimi diabolici, i loro governanti, forti delle risorse provenienti direttamente dal commercio con il diavolo, non badavano a spese: non si era mai visto un welfare del genere.
La propaganda portata avanti da diabolici e demoni era molto seducente, una politica di apertura che prometteva le gioie dell’Inferno e l’apoteosi ad ogni mortale che avesse rinunciato a Cristo e avesse abbracciato Satana. Lo chiamavano “l’Inferno dal volto umano”. Pareva che fosse l’imperatore dei demoni in persona, Diabalon, a portarla avanti.
Il rovescio della medaglia era che la legislazione dei regimi diabolici favoriva sempre il più forte, o meglio, non interventiva quasi mai su dispute private: l’omicidio non era un delitto in quei paesi, e tantomeno la riduzione in schiavitù. Potevi sempre cadere vittima della brama di potere del prossimo: “approfitta del prossimo tuo come mai faresti con te stesso”, “l’altro uomo è sempre un mezzo e mai un fine”, queste ed altre erano le massime della morale dei demoni e dei loro amici.

Chi invece aveva simpatie per i Templari e la loro Sinarchia, il regime di alleanza sociale fra gli uomini contro gli spiriti dell’oltremondo, di solito guardava con sospetto tutto ciò che non era umano ma aveva la capacità di pensare, fossero extraterrestri o provenienti da altre dimensioni. Avevano una mentalità più comunitaria e tendente all’isolazionismo.
E ovviamente guardavano con favore a tutti i regimi messi in piedi dalle cavallerie spirituali come i Templari. Le cavallerie erano i gruppi iniziatici che avevano fatto voto di difendere i popoli della Terra. Nel caso dei templari, il popolo coincideva con la civiltà occidentale. Il loro più clamoroso successo era stato l’instaurazione del Lega Nazionalsocialista Norrenna, che univa sotto il segno della svastica la scandinavia, l’Islanda e la Danimarca, ed insidiava adesso il regime democratico della Germania. Al loro fianco erano scesi in campo gli dei del panteon norrenno, Odino, Thor, Loki, riemersi dalle nebbie della storia grazie alla Caduta del Velo; il loro culto era divenuto religione di stato, creando una alleanza di ferro che minacciava di sconvolgere tutta l’Europa.
Per ragioni che non erano mai state del tutto chiarite i norrenni avevano dichiarato guerra al Regno Unito e da anni imperversavano le battaglie nel Mare del Nord. Le spettacolari tempeste e le grandi navi da guerra che diventavano robot erano ormai un classico della sezione internazionale dei telegiornali e dei siti di informazione.
Tuttavia per i sudamericani il fanatismo e i riti di sangue del Blot non avevano molta attrattiva, essendo così culturalmente distanti. In america latina chi parteggiava per i Templari guardava piuttosto al fascismo atlantico che da Tomar, sede storica dei Templari in Portogallo, si era esteso per tutta la penisola iberica e cercava in tutti i modi di diffondersi anche in Brasile, forti dell’appoggio dei loro fratelli che erano emigrati là dopo la Seconda Guerra Mondiale.

Erano pochi invece quelli che come Simon guardavano dall’altra parte del Pacifico, dove erano altre le cavallerie spirituali che avevano messo radici: il sud-est asiatico era spartito fra i Guru del Silat, una delle cinque fazioni degli Assassini, che avevano imposto il loro dominio sulla Malesia e l’Indonesia, e le Tigri del Loto, che regnavano dal Buthan al Vietnam attraverso i loro re guerrieri. Erano tutti regimi che non amavano la pubblicità e non se ne sapeva molto. L’unica eccezione erano le Filippine, sotto il saldo controllo della Chiesa Cattolica e rimasta ancora alla democrazia.

Ma la fantasia del ragazzo, affiascinato dalle più moderne tecnologie, era attratta dall’impero d’acciaio dei samurai giapponesi, che combattevano le mostruosità dell’Oltre nelle profondità del Pacifico come negli abissi siderali fra le stelle con i loro megarobot da combattimento. Tutto quello che le generazioni precedenti avevano visto solo nei cartoni animati si era rivelata la pura verità: la supremazia tecnologica del Giappone, specie in campo spaziale, superava persino quella della Russia diabolca e dei democratici Stati Uniti.
Il Kagebakufu, il regime dello Shogunato Ombra che aveva governato il Giappone fin dal diciassettesimo secolo, era tornato alla luce del sol levante per portare il paese verso una nuova primavera di grandezza.

Mentre Simon era perso in quei pensieri, la discussione fra i due uomini andava avanti. Nessuno dei due era affiliato, si sapeva. Quando sei un povero minatore e tutto quello che hai da offrire alle sette è il tuo corpo, loro prima o poi potrebbero decidere di servirsene per i loro esperimenti o per le loro guerre. Magari veniva dato in cambio qualche brandello di potere, ma non tutti se la sentivano di rischiare di diventare un mostro o di morire fra indicibili torture.
In ogni caso amavano sostenere i loro partiti nelle discussioni. In Argentina, come nella maggior parte dell’America Latina, c’era ancora il regime democratico, ed esistevano ancora partiti politici e libere elezioni: ma anche se l’affiliazione alla maggior parte delle sette era segreta, si sapeva, se non del singolo politico, almeno dei partiti qual era il loro orientamento iniziatico.

Alternativa Egalitaria, il partito di sinistra, era perlopiù diabolica, ed aveva sostenuto la legge sulla cittadinanza dei non umani, che aveva permesso agli spiriti dell’oltremondo di richiedere la cittadinanza argentina (c’erano decine di demoni e di angeli che lo avevano fatto), e quella sulla libertà di espressione, intorno alla quale ruotavano le spinose questioni della pubblicazione di testi iniziatici e l’istituzione di scuole di magia, istituti per lo sviluppo dei poteri psionici e centri di ricerca sui poteri metaumani in generale.

Il Fronte Giustizialista, la vecchia destra, era invece di chiara matrice templare, razzista e xenofobo, in un mondo dove il significato dei due termini si era enormemente allargato, voleva regole e controlli sempre più stretti in materia di immigrazione extradimensionale. Erano i pronipoti dei nazisti emigrati in Sud America dopo la Seconda Guerra Mondiale (che poi era stata solo la parte finale di una più vasta guerra fra gli iniziati quando ancora erano occulti: la chiamavano la Grande Guerra Segreta e pareva fosse durata quasi cento anni, all’insaputa dei dormienti).
Comunque non sempre i loro interessi confliggevano, anzi, spesso toccava loro allearsi contro la Democrazia Cristiana, che si, aveva l’appoggio della Chiesa Cattolica, l’unica setta ad avere l’affiliazione pubblica, ma molti temevano fosse un cavallo di troia che portava con sé anche i Cultisti dell’Oltre, i quali, per altro, dovevano essere infiltrati in tutti i partiti, pronti a seminare il caos. Quelli erano i nemici dell’umanità, osteggiati da tutte le altre fazioni perché erano gli unici che promuovevano la fine della civiltà umana. La loro nefasta influenza era penetrata ovunque, e dai telegiornali sapevano perfino laggiù che nelle grandi città le notti erano squarciate dalle urla di follia e di terrore.

Simon era felice di poter parlare di politica con qualcun altro, lì al villaggio. La seguiva con passione, anche se non aveva ancora deciso da che parte stare. Gli unici nel giusto, secondo lui, erano quelli dell’Estrema Autorità, che difendevano gli uomini a prescindere dalla loro appartenenza e dalla natura della minaccia. Ma anche loro avevano le mani legate, non sempre potevano intervenire, come nella guerra che infuriava da anni nel mare del Nord tra gli inglesi, appoggiati da quel che restava della Nato, e i paesi scandinavi aderenti alla Lega Norrenna, templare e neonazista. Per non parlare di quella portata avanti dagli Stati Uniti contro il Sultanato di Samarcanda, il grande stato dell’asia centrale governato dalla fazione principale degli Assassini, nelle regioni che un tempo erano l’Iraq e la Siria: quella addirittura era cominciata prima della Caduta, all’inizio del secolo.

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