Idolatri senza onore, parte 5

novembre 16, 2014 da Cronotopo

Forse fu la morte dello gnomo a distrarre per un attimo l’avversario di Trin, fatto sta che il paladino penetrò finalmente la sua mente e con ciò anche le sue difese: dopo un rapido scambio di colpi, la lama benedetta perforò il torace dell’orco dai fili celesti. La dura pelle orchesca si squarciò e le carni si aprirono vomitando sangue nero.

-Ryuka…- disse quest’ultimo rivolto al suo compagno, sputando fiotti di sangue scuro -devi… fuggire!- aveva afferrato la lama con una mano e se la conficcò ancora più in profondità. Subito dopo sferrò un micidiale fendente orizzontale all’altezza della testa di Trin. Il cavaliere del Tuono saltò indietro appena in tempo per evitare la decapitazione, ma dovette lasciare la sua spada conficcata nelle carni dell’orco.

Leda balzò indietro, e così fece Ryuka, l’orco con le finiture viola, interrompendo il duello.
-No, Reika, devo vendicare te e Gamot! Devo trucidare questi due maledetti servi degli dei!- ribatté Ryuka. Nel suo volto apparve un’espressione quasi umana di mestizia.

-Devi riferire… quello che è successo: questi due sono pericolosi, dillo… dillo ad Avada… la vendetta arriverà!- insistette Reika, l’orco in azzurro. E dette queste parole in un gorgoglio, si accasciò e spirò.

Ryuka osservò i due uomini, studiandoli attentamente: -Siete proprio fedeli al vostro dio e ai valori che propugna, non è così?-
Il chierico e il paladino si lanciarono un’occiata dubbiosa: -Certo, sei tu l’infedele!- disse Trin.

-Al dio, forse, non sono fedele, ma ai valori dei combattenti? Forse lo sono più di voi. Onore, giustizia, coraggio, sacrificio. Sono questi i valori che seguo, come voi.- La rauca voce dell’orco era mitigata dal suo eloquio.
-Hai lasciato che stuprassero queste nobili signore!- disse Leno. -Come puoi parlare di onore?-

-Vuoi farmi ridere, chierico?- ghignò Reyka -Il paese da cui vieni tratta quelli come me peggio dei cani! Le nostre donne non le toccate se non per far loro del male, per punirle, e quando sono troppo vecchie per continuare a servirvi, le date in pasto ai maiali ancora vive o le date ai vostri figli perché acquistino dimestichezza nel dare la morte. Osi forse negarlo?-

-Non ascoltarlo, è solo un bestemmiatore, un orco, feccia figlio di feccia, uccidiamolo!- disse Trin.
-Si, uccidetelo!- fecero eco le nobildonne, rimaste zitte e mute durante l’intero scontro. Ora che i loro difensori erano in vantaggio avevano recuperato un briciolo di coraggio e di dignità.
Lady Rossane addirittura trovò la forza di alzarsi: -Cavaliere del Tuono!- disse.
-Trin, figlio di Tron, per servirti, mia signora!- rispose il paladino.
-Ebbene, Trin, figlio di Tron, della nobile casa dei Tronati. Mi riconosci?-
-Si, mia signora. Sei lady Rossane degli Hollen, signora di Netberg.-
-Raccogli la spada e portami la testa di quest’orco. Te lo ordino nel nome dell’amicizia che lega da sempre le nostre famiglie e le nostre marche.-

Trin si avvicinò al cadavere di Reika ed estrasse la sua lama facendo forza con un piede contro la carcassa. L’acciaio balenò di rosso.
-Un momento, mia signora!-
-Onorevole Leno…- anche se era una nobile nessuno era più autorevole di un sacerdote di Onida nelle Verdi Terre.
-Voglio sentire cosa ha da dire questo Ryuka, prima che sia eseguita la sentenza.- continuò il chierico. Si rivolse all’orco: -Ormai sei sconfitto, Ryuka. Non puoi vincere da solo contro noi due. Arrenditi, e ti farò grazia della vita, sarai messo in ceppi e portato…-

Una risata cavernosa fu la risposta. -Grazia? Vuoi farmi la grazia, onorevole Leno?- la sua voce era carica di sprezzante ironia -allora lasciami andare! Un uomo onorevole non colpisce il nemico alle spalle se è in un duello, o mi sbaglio?-

-Non si tratta di un regolare duello: questa è una scaramuccia che si inserisce nell’orizzonte della guerra scatenata da voi senza dio contro le nostre terre, che ci appartengono di diritto.-

-Sempre con il vostro diritto: è solo un modo per mettercelo nel culo!- sbottò Ryuka sputando per terra; adesso si che assomigliava agli orchi che conosceva. -Tuttavia- continuò -non sarete in grado di trattenermi qui. Forse non posso sconfiggervi entrambi, non ancora. Ma conosco i vostri nomi, presto o tardi mi metterò sulle vostre tracce e vi ucciderò come i cani che siete. Una lama sottile vi coglierà nel sonno, taglierò le vostre gole con le vostre stesse spade mentre sognate i vostri dei.-
-Tu questo lo chiami onore?-
-L’onore di un assassino che compie la sua vendetta.-

-Se la metti così sarai messo a morte immediatamente.- concluse Leno impugnando più saldamente la spada e preparandosi a riprendere lo scontro -Ma prima di morire, dimmi, il tuo stile di combattimento viene dall’Emmel? Si tratta forse della via della Mano Vuota?-

-Sei istruito sulle tradizioni lontane dalla tua terra, Leno figlio di Meno. Si, è la Mano Vuota che hai visto in azione, e presto la vedrai di nuovo, ma non oggi!- e con queste parole lanciò un dardo di energia. Leno schivò istintivamente, ma il colpo era diretto verso il terreno davanti all’orco, che esplose con violenza, producendo un gran boato e un forte lampo di luce che li accecò tutti per un istante.

L’attimo dopo Ryuka aveva spiccato un balzo che lo aveva portato a decine di braccia da loro, e continuò con quei rapidissimi balzi fino a sparire nella campagna. Non sarebbero stati in grado di inseguirlo, neppure con il trucco della brocca di Leno.

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