Il paladino del Caos, epilogo

ottobre 31, 2014 da Cronotopo

I membri della Corte ormai erano fuggiti dal Paradiso, ma il loro paladino continuava a combattere contro tutti gli angeli del Cielo. In piedi sulla cima di quel che rimaneva della Cittadella continuava a menare fendenti e a colpire con i suoi raggi di puro caos.

Shekina lo bloccò, come una mano ghermisce un animale piccolo ma forte, che continua a dimenarsi, mentre Metatron lo investì con tutto il suo potere, cercando di tramortirlo. I due consoli del Cielo sapevano che era solo questione di tempo: nella cittadella anche il più potente spirito dell’Oltremondo non poteva durare a lungo prima di essere assorbito dalla divina sorgente.

Eppure Migorg non si dava per vinto: la volontà divina lo stava risucchiando pezzo per pezzo, ma lui riusciva in qualche modo a rigenerarsi, anche se mai del tutto. Gli angeli lo stavano facendo a pezzi, ma lui si rialzava dopo ogni colpo incassato, cercando sempre di restituire il favore.

La battaglia durò ancora, con sommo stuopore delle gerarchie angeliche: nessuno aveva mai resistito così tanto alla presenza della divinità, se non loro che ne erano gli umili servi.

Alla fine riuscirono ad inchiodarlo sul posto con i loro poteri mistici, restando a debita distanza. Il Paladino del Caos, la forza inarrestabile che aveva messo a ferro e fuoco interi mondi, era adesso intrappolato in una gabbia di pura forza sulla cima del Pinnacolo. Gli angeli smisero di attaccare e si misero in attesa che la divina sorgente facesse il resto.

Fu un’attesa snervante, durante la quale ad ogni istante sembrava che il Paladino si potesse liberare dalla morsa invisibile e ritornare all’assalto. La sua stuttura coriacea si disintegrava lentamente, pezzo dopo pezzo, mentre la creatura urlava ogni bestemmia immaginabile verso quel cielo di pura luce che si estendeva oltre ogni orizzonte.

Quando ormai la sua fine fu prossima, con un improvviso impuso di forza riuscì a liberarsi della presa angelica; era allo stremo. Si guardò intorno, fissò gli angeli, strinse l’impugnatura della sua ascia, poi rivolse lo sguardo verso l’alto e si lanciò verso la divina sorgente cercando di colpirla con la sua arma. La lama sembrò andare in alto, sempre più in alto, ma non incontrava alcuna resistenza. Semplicemente cominciò a dissolversi, così come il guerriero che la brandiva.
Migorg, il Paladino del Caos, colui che sarebbe stato ricordato come il flagello dei mondi, si dissolse infine nella divina luminosità, il suo spirito tornato alla sorgente di ogni consapevolezza.

Paladino-Del-Caos-

Quando la notizia giunse presso la Corte di Azoth, grandi furono i festeggiamenti in onore del Paladino, colui che aveva condotto il più grande assalto al Cielo dall’inizio dei tempi, che aveva combattuto da solo contro tutto il Paradiso, che aveva resistito in piedi sul pinnacolo al terribile abbraccio della Divina Tirannide, che si era sacrificato per la salvezza della Corte di Azoth e di tutto ciò che essa rappresentava.

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