In ospedale

ottobre 27, 2014 da Cronotopo

violencefear

Universo Aldebaran, Pianeta Terra, anno 2049 d.C. datazione locale basata sulla rivoluzione del pianeta intorno alla sua stella, e sulla nascita di Gesù detto il Cristo, primo dei santi.

-Sono in ritardo- Sarah si mise in fretta le scarpe. Il tubo la trasportò fino all’ospedale saettando attraverso le sagome grige del secondo livello. -Come sta John?- chiese al medico. Il suo ragazzo aveva avuto un attacco, pochi giorni dopo il loro fidanzamento. Non succedeva spesso, però era terribile. Da qualche tempo si metteva a urlare nel cuore della notte in preda agli incubi, chiazze nere apparivano sul corpo, per poi sparire insieme ai sogni che lo tormentavano.

I dottori stavano diventando matti dietro al suo caso, medici, strizzacervelli, esorcisti. Per cui quando succedeva correva subito al pronto soccorso. Lei era fuori stavolta, gli era arrivato un text, brevissimo: “sn in H”, sono in ospedale. Ed ora eccola lì, per la verità non molto preoccupata, in fondo lui si riprendeva perfettamente dopo gli attacchi, sembrava più che altro una reazione psicosomatica allo stress.

-Venga, guardi lei stessa.- disse il dottore con uno strano tono di voce; la guardava fissa con i suoi occhi vitrei. Aveva la barba incolta e camminava appoggiandosi ad un bastone. Sarah si chiese perché un medico come lui non fosse ricorso a qualche trattamento bionico per la gamba, che aveva evidentemente qualche disfunzione.

-Cosa dovrei guardare?- si erano incamminati. Il dottore aprì lentamente una porta. All’interno regnava la penombra. -Non potrebbe accendere qualche luce?-

-Non posso, a questo stadio lo ferirebbe, ha bisogno di nutrirsi, prima.-

-Come, scusi?-

Non rispose, fece un cenno in direzione del letto; le coperte si muovevano in maniera convulsa, come se ribollissero. Il volto di John era avvolto nell’ombra. Sarah si avvicinò, ma non riusciva ancora a vedere il suo amato. Quando fu a un passo da lui vide con orrore che non c’era alcun volto; al suo posto una materia nera come la pece ondeggiava in una forma simile ad una testa. Rimase pietrificata. Apparvero due occhi oblunghi completamente bianchi. Lei cercò di urlare, ma il fiato le morì in gola. Sentì bagnato in mezzo alle gambe, se l’era fatta addosso.

Dr.Strange-e-simbionte

Nella testa nera comparve una enorme bocca colma di denti affilatissimi dalla quale saettò una lunga lingua bavosa; -Ciao, Sarah- una voce distorta che un tempo era stata quella del suo promesso sposo emerse da quell’orrore -tu sarai il mio nutrimento, la tua morte sarà la mia vita. In fondo non ti ho mai potuto sopportare.- La creatura saltò fuori dal letto come un’onda avventandosi sul corpo della ragazza, dilaniando e divorando le sue carni.

Il medico sorrise compiaciuto. -Bene. Adesso seguimi, è giunto il momento di andare a lavoro.- disse rivolto alla creatura i cui contorni si confondevano con le ombre.