La città del sole: ammazzare il tempo, parte 2

marzo 8, 2015 da Cronotopo

Un pomeriggio che vagavano da sole per il primo livello annoiandosi a morte ad un tratto Venus fece cenno a Luna di escludere l’Osservatorio; quando entrambe furono isolate, la ragazza mora disse: -Perché non diamo la caccia a qualche angelo custode?-

-Che cosa?- esclamò Luna spalancando gli occhi.

-Ma si, dai, non ti hanno insegnato come si catturano gli angeli?-

-Vuoi dire strappandogli il cuore?-

-Esatto: ogni fottuto prete ha un angelo custode, anche e soprattutto quelli ignari di tutto, quelli che non sanno quello che fanno. Basta ucciderne uno e il suo angelo si presenta subito!-

-Ma non siamo… autorizzate, no? Dovremmo chiedere…-

-Ma dai, è questo il bello. Credi che ti puniranno se gli porti un bel cuore angelico ancora grondante di sangue? E poi possiamo sempre raccontare che ci hanno assalite. Io l’ho fatto un sacco di volte.-

L’aveva convinta. Non aveva mai combattuto un angelo, lei era specializzata nei morti viventi e nel combattere in particolare le forze oscure. Sarebbe stata una sfida interessante.

-Isolarci dall’Osservatorio servirà anche a non farci beccare subito.- aggiunse Venus mentre imboccava una delle scale che portavano al secondo livello. Chissà come, conosceva l’indirizzo di un locale della Crosta dove c’era una clientela molto particolare, preti in cerca di bambini di cui abusare sessualmente. Ironicamente, si chiamava “Biberon”.

Si piazzarono a poca distanza dall’entrata, in attesa che uno di quei preti uscisse dal posto per seguirlo. Aspettarono di essere in una zona desolata, era tarda notte e non dovettero aspettare molto. Mentre Venus portava la mano al fucile che si portava sempre dietro, Luna la fermò.

-No, faccio io.- disse Shannon. Estrasse la calibro .50 e fece saltare in aria il prete con una granata. I pezzi di carne fumanti volarono tutto intorno. Contemporaneamente entrambe attivarono gli occhiali multi-spettro che avevano l’apparenza di normali occhiali da sole e videro distintamente l’aura alata dell’angelo che piombava su di loro.

Il celeste tentò qualche trucchetto mentalistico su di loro, ma non attecchì. Le loro menti erano ben preparate contro simili attacchi. Scese in picchiata in una palla di fuoco come una meteora, ma le due scartarono di lato con un balzo un attimo prima della detonazione.

Luna atterrò piegandosi e dandosi la carica per un altro salto, precipitandosi sull’angelo. Era come combattere con un incendio, ma lei non temeva il calore, la sua tuta la proteggeva come una seconda, magica pelle. Attaccava con il pugnale argenteo sferrando fendenti e stoccate, cercando di trovare i punti solidi di quella incandescente creatura.

Anche Venus si gettò all’attacco, brandendo un corto bastone di metallo e un machete. Il celeste non doveva essere particolarmente potente, perché in breve ebbero la meglio su di lui: fu Luna a dare il colpo di grazia e ad estrarre il cuore aprendo il torace con la sua lama.

Mentre mostrava alla sua nuova compagna il cuore angelico ancora pulsante di luce che grondava sangue giù dalla sua mano sinistra, improvvisamente furono circondate da riflettori che le accecarono momentaneamente.

-Ferme, polizia! Gettate le armi!- intimò una voce amplificata.

-Aspettate, agenti. Siamo della Sicurezza Nazionale!- gridò di rimando Shannon. Avevano una mezza dozzina di distintivi da mostrare in occasioni come quella.

-Mostrateceli.- disse la voce.

Alzarono le mani, Luna con ancora il cuore stretto fra le dita insanguinate. Se lo lasciava andare lo spirito dell’angelo sarebbe tornato in Paradiso, si sarebbe rigenerato e sarebbe tornato per vendicarsi. Portarono la mano alle giacche per estrarre il portadistintivo, e in quel momento abbassarono la guardia.

Furono immediatamente raggiunte da precisi colpi di fucile che colpirono i loro arti, le gambe e le braccia, ma non quello che reggeva il cuore splendente. Caddero in ginocchio mentre il loro sangue allargava due pozze sul cemento plastico.

Una intera squadra SWAT le circondò con gli MP5 spianati. Uno di loro spostò il mitra alla tracolla e si avvicinò a Luna. Molto lentamente protese il braccio verso il cuore e lo afferrò. Dopodiché lo infilò in una sacca di tela piena di simboli arcani.

Era un porfessionista, quelli non erano poliziotti normali. Erano nella merda fino al collo, insomma.

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