La città del sole: ammazzare il tempo

marzo 8, 2015 da Cronotopo

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Universo Aldebaran, Pianeta Terra 2049 d.C. datazione locale basata sulla rivoluzione del pianeta intorno alla sua stella, e sulla nascita di Gesù detto il Cristo, primo dei santi.

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I giorni successivi trascorsero piuttosto loffi. Le due ammazzatrici fecero qualche ricognizione tanto per conoscersi, ma non incontrarono granché. Seraph non sembrava particolarmente desideroso di farsi rivedere tanto presto, i vampiri stavano con i denti ritratti, e anche l’attività demoniaca batteva la fiacca.

Tuttavia qualcosa da fare lo trovavano sempre. Emy, nome in codice Venus G, aveva un temperamento aggressivo e un modo di fare diretto che facevano sembrare timida Shannon, terrore dei bulli della sua scuola. La portava sempre fuori a divertirsi dopo la ronda.

Una settimana dopo il loro primo incontro erano già entrate in confidenza. Abbastanza perché iniziassero a parlare dei loro sogni.

Fra le caratteristiche di essere un’Ammazzatrice di cui Shannon era tutt’altro che entusiasta c’era il collegamento diretto con il mondo onirico: tutte le sorelle, quando dormivano, avevano spesso presagi o visioni di ciò che succedeva nel mondo. Non esattamente un sonno riposante.

La prima volta che ne parlarono fu una mattinata, dopo che Shannon aveva sognato della morte di Nero, il suo amico iena: c’era qualcosa che non tornava nella scena, ma non era riuscita a capire cosa, nonostante si fosse concentrata. Essere in grado di restare lucide nel sonno faceva parte dell’addestramento.

Quando si incontrò con Emy aveva le occhiaie che le arrivavano alle ginocchia, o almeno questo era l’aspetto che si sentiva. La nuova ammazzatrice si era stabilita nell’appartamento che Shannon condivideva con Virginia nei piani medioalti del Blocco Metropolitano californiano.

Per ovvi motivi di sicurezza, le famiglie naturali degli operativi agli ordini del Culto pensavano che fossero morti in qualche incidente, mentre loro assumevano nuove identità fornite grazie ai mezzi del Concilio, infiltrati ovunque nelle istituzioni. Ufficialmente Shannon risultava un’orfana sotto tutela legale, ma in realtà viveva per conto suo assieme all’amica, uno dei tanti dettagli della sua vita che non poteva andare a raccontare in giro, specie a scuola.

Eppure entrambe si ostinavano a voler finire il liceo come tutti i ragazzi della loro età, anche se era tutta una farsa e avrebbero ottenuto i diplomi anche se avessero sputato in faccia ai loro professori ogni giorno. Emy non era della loro stessa opinione, era di qualche anno più grande di loro, ma non aveva mai terminato gli studi. Odiava la scuola, già prima di scoprire la sua vocazione non faceva che combinare guai, ed era stata una liberazione la nuova vita agli ordini del Concilio, poter girare di notte, combattere, uccidere, e soprattutto non avere più dei genitori che ti stanno col fiato sul collo o ti ammorbano con i loro problemi. Adorava quella vita, molto più della sorella Luna B.

-Sbarazzarmi della mia famiglia e della scuola è la cosa migliore che mi sia mai capitata.- aveva detto. Shannon non aveva le idee così chiare su cosa voleva. Continuare ad andare a scuola, anche dopo la scoperta di essere una prescelta, le era sembrata l’unica cosa possibile, anche se si rompeva.

Quel giorno, oltre agli incubi, aveva avuto una giornata pesante. Tornata a casa aveva trovato Emy che faceva colazione con una ciotola di corn flakes; doveva essersi appena svegliata, ma aveva un aspetto migliore di Shannon.

-Cazzo che faccia!- le disse la sorella quando la vide -Che hai fatto? Ciclo o sogni? O tutt’e due?-

-Sogni!-

-Ah, che palle! Per fortuna oggi me li sono risparmiati. Cos’era?-

-La morte di Nero, sai, la iena.-

-Quello ucciso dal Giudice, eh?-

-Già… il Giudice! Ecco cos’era!- l’osservazione di Emy le aveva acceso la lampadina in testa.

-Cosa?-

-C’era qualcosa nel sogno, che non mi tornava, qualcosa di diverso da come si sono svolti i fatti, che avrei dovuto notare.-

-E allora?-

-Nero, non veniva ucciso dal Giudice… cioè, si, ma era come se non lo fosse veramente, come se il vero responsabile della morte di Nicolas non fosse lui.-

-E allora di chi è?-

Shannon sbuffò. -Non lo so, non l’ho capito.-

Emy tirò su le spalle: -Nicolas, eh? Era così che si chiamava nel mondo dei babbei?-

-Già.- Shannon si fece cupa, proiettando un’ombra ancor più scura sulle borse che aveva sotto gli occhi.

-Ti piaceva? Era il tuo ragazzo?-

-No, cioè, mi piaceva, un po’, però non siamo mai stati insieme.-

-Ma dai! Sembrava un fusto, scommetto che ci sapeva dare dentro, con quel suo spirito animale.-

-Lo so, poi ci provava sempre, ma io non mi ero ancora decisa, forse prima o poi avrei ceduto… poteva essere carino…-

-Ed ora è morto e non lo saprai mai. A quest’ora potrebbe essere un tulipano in Europa per quel che ne sappiamo. Devi imparare a cogliere l’attimo, Bi, noi ammazzatrici viviamo sul filo del rasoio, abbiamo bisogno di rilassare i nervi quando torniamo a casa, di trovare qualcosa di duro sotto le lenzuola, capito?-

-Certo tu non pensi ad altro!-

-Perché tu si?-

-Forse… ogni tanto… e poi non mi sono ancora abituata a questa vita da sola… spesso ragiono come se vivessi ancora con i miei…-

-Cazzo ma non è una ficata? Possiamo fare quello che vogliamo, basta che andiamo in missione quando ce lo ordinano, e per il resto puoi scoparti chi vuoi, bere, uscire la sera ogni cazzo di giorno…-

Shannon abbozzò un sorriso. La sorella non aveva tutti i torti. Però lei non riusciva a viversela tranquillamente in quel modo. Essere un’ammazzatrice, essere una prescelta, la faceva sentire diversa, quando spesso non voleva essere altro che una ragazza normale. Lo disse ad Emy.

-Eh che palle, Bi! Dovresti divertirti di più, te lo dico io, fidati!-

Shannon era ancora scettica.

-Dai, facciamo così, stasera dopo la ronda usciamo al Primo Livello, ci rimorchiamo una manciata di ragazzi, li portiamo in qualche posto assurdo e ce li scopiamo tutti finché non svengono, poi li lasciamo li dove sono completamente nudi!- concluse Emy assottigliando le palpebre con aria provocatoria.

L’ammazzamorti non seppe cosa ribattere. L’idea non sembrava così male in fondo.

<<Una serata fra amicifr dx

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