La città del sole: il serpente nudo, parte 2

aprile 15, 2015 da Cronotopo

-Luna B! Tutto bene?- la pacatezza inglese del Bibliotecario era lievemente incrinata dalla preoccupazione. Il flusso di dati sopperì al silenzio dell’ammazzatrice. -Bel colpo quell’angelo, ma la prossima volta chiedete l’autorizzazione e lasciatevi coprire le spalle…-

Mentre ascoltava le raccomandazioni dello sciamano Shannon vide la sua sorella elettiva che si incupiva: probabilmente stava discutendo aspramente con il suo osservatore. Intanto le prediche erano finite: -Luna B, dovete seguire nome in codice Viper fuori di qui, siete ai suoi ordini adesso.-

-Che cosa?- esclamò nel bioauricolare la ragazza.

-Mi hai sentito. Noi ti forniremo supporto metafisico da qui, ma sarà lui a dirvi cosa fare.-

Guardò il Serpente. Si era acceso una sigaretta e stava in un angolo in attesa che le due finissero di ricevere gli ordini dai loro osservatori. Lo osservò meglio: quello dunque era… un Figlio degli Antichi? Un discendente in linea diretta di due dei più potenti fra i Grandi che servivano nella Corte dei Fondamenti? L’occhio, unico e simile a quello di un rettile era un segno abbastanza chiaro anche per lei che non si era mai appassionata alla simbologia della setta che serviva.

Aveva sentito che si trattava di guerrieri eccezionali, in grado di combattere da soli contro intere schiere di avversari, o di penetrare silenziosamente in luoghi inaccessibili per colpire il nemico al cuore delle sue forze. Se inviare uno come lui a salvarle era solo un diversivo chissà cosa c’era in ballo.

-D’accordo.- rispose di malavoglia Shannon. Ricevere gli ordini dall’Osservatorio era normale, era la missione, ma sul campo di solito era lei a guidare. Adesso invece doveva seguire quel tizio in tuta aderente per chissà quale operazione suicida. Anche se erano venuti a salvarle non era detto di riuscire ad uscire vive da quella situazione.

Il Serpente finì la sua sigaretta e la gettò a terra con noncuranza senza nemmeno preoccuparsi di spengerla. Alzò l’occhio su di loro: -Siete pronte?- chiese burbero. Entrambe annuirono. L’uomo sembrò per un attimo fissare il vuoto: -Ormai si saranno accorti che qualcosa non va nella videosorveglianza. Il piano è questo: aspetteremo che convergano qua, poi lancerò il segnale e comincerà una ulteriore azione diversiva dei miei compagni di squadra. A quel punto usciremo e ci faremo strada all’interno del distretto uccidendo tutto ciò che si para davanti a noi. Io aprirò la via e voi dovrete coprirmi le spalle. Combatteremo finché gli altri elementi del piano non andranno al loro posto, a quel punto ci teleporteremo via di qui. Tutto chiaro?-

-Sembra divertente!- Esclamò Venus per niente impressionata. Ora che era di nuovo libera e armata non vedeva l’ora di combattere. Luna avrebbe voltuo poter fare finta che non fosse così anche per lei, ma la mano che stringeva il paletto vibrava di eccitazione. Altro che la noia della ronda! Ora si faceva sul serio!

-Se questo tizio ci fa uscire di qua giuro che me lo scopo!- pensò improvvisamente Luna B mentre osservava il Serpente che indossava nuovamente cappuccio e visiera, metteva mano al fucile d’assalto che portava sulla schiena, un gioiello compatto e affusolato con almeno tre bocche di fuoco, e spianava l’arma assumendo la posizione ricurva dell’assaltatore.

Aveva appena ritratto un Verme Telescopico nell’avambraccio: con quel congegno aveva visto che dietro la porta della stanza stavano convergendo decine di poliziotti zombie pronti ad ucciderli tutti e tre.

Il loro nuovo leader alzò una mano per dire di attendere il segnale, che non tardò ad arrivare: in lontanaza si udirono tremende detonazioni che fecero ondeggiare l’intera struttura del megagrattacielo. Un attimo dopo fecero esplodere una raffica di tre granate contro la porta che si schiantò in una nube di polvere.

Senza perdere tempo Viper uscì con il fucile spianato cominciando a sparare a tutto ciò che si muoveva. Le ragazze lo seguirono, i riflessi amplificati dalle stregonerie dell’Osservatorio e i corpi protetti dagli scudi magici che le avvolgevano invisibili.

Nel corridoio restava poco da fare. Fecero saltare qualche testa di sbirro zombie, poi fu silenzio. Improvvisamente avvertirono una volontà malevola nell’aria che tentava qualcosa contro di loro, ma qualcun altro stava resistendo. Una musica disturbante si diffuse nelle loro orecchie, o forse direttamente nelle loro menti.

-Attenta, Luna B!- disse la voce del Bibliotecario -Sembra sia entrato in gioco un balrog, un demone del primo livello dimensionale!-

-E che fa?-

-Non ha quello che noi potremo definire un corpo, la sua fisicità è puramente temporale…-

-Lascia perdere i dettagli metafisici e vai al punto!-

-Si tratta di una mente disincarnata per la quale non esistono le distanze, non almeno come le percepiamo noi, la sua aura si estende su tutto il distretto di polizia.-

-Come lo togliamo di mezzo?-

-Non potere farlo con i vostri mezzi, serve un esorcismo. Di questo ci occupiamo noi, voi procedete con l’operazione.-

-Ricevuto!- sbuffò Luna, guardando gli altri due.

-Pare che ci dovremo tenere questa colonna sonora per un po’, eh?- disse con un sorriso sghembo Venus.

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