La città del sole: il serpente nudo

aprile 15, 2015 da Cronotopo

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Universo Aldebaran, Pianeta Terra 2049 d.C. datazione locale basata sulla rivoluzione del pianeta intorno alla sua stella, e sulla nascita di Gesù detto il Cristo, primo dei santi.

snake 1Le manette delle due ammazzatrici furono aperte: a quel punto Luna sentì nitidamente la nuova presenza della stanza, un lievissimo odore di bioplastica e l’aria smossa dal suo avvicinarsi. L’invisibile si ritrasse nonappena liberate le due ragazze, restando a due passi di distanza da loro. Si alzarono in piedi di scatto, mettendosi in guardia.

-Chi sei?- chiesero praticamente in coro. Si lanciarono un accenno di sguardo di disapprovazione per aver parlato contemporaneamente, nel quale c’era anche tutta la complicità che si stava creando fra di loro. Luna in fondo non era arrabbiata con la sua nuova sorella, anche se l’aveva cacciata in un mare di guai. Doveva ammetterlo: si era divertita.

-Fatti vedere!- stavolta fu solo lei a parlare.

L’aria davanti a loro sembrò animarsi, la luce stessa delle lampade piegarsi fino a rivelare la figura di un uomo. Era alto e muscoloso, indossava una biotuta nera rinforzata, più pesante di quella in dotazione alle ammazzatrici, e gli copriva completamente anche la testa. Il volto era coperto da una visiera, nera come il resto dell’uniforme e dell’equipaggiamento.

L’uomo (perché di un uomo si trattava, visto cosa mostrava l’imbarazzante aderenza della tuta nelle parti basse) aveva addosso un vero e proprio arsenale: due pugnali ai polpacci, pistole sulle cosce, una cintura piena di diavolerie elettroniche, una bandoliera piena di coltelli da lancio, un fucile multifunzione compatto dietro la schiena, congegni intorno agli avanbracci.

In quel momento le teneva sotto tiro brandendo contemporaneamente una pistola e un coltello in modo che i due manici aderissero, formando un angolo retto fra la lama e la canna, la prima puntata verso il basso, la seconda contro di loro. Aveva una postura ricurva e teneva i gomiti ben larghi, come una guardia di thai boxe.

-Che modo assurdo di impugnare le armi!- pensò Luna, osservandolo attentamente. Eppure doveva ammettere, da professionista delle incursioni, che quella guardia era una sintesi perfetta, adatta sia al combattimento corpo a corpo che allo scontro a fuoco.

-Identificati!- disse poi ad alta voce la ragazza.

-Sembra strano che sia tu a darmi degli ordini quando sono io a tenerti sotto tiro.- rispose l’uomo con voce rude, distorta dalla visiera. -Siete voi le ammazzatrici?-

-Se sei qui in missione di salvataggio, dovresti avere i nostri dati.-

-La bioscansione coincide, sto ricevendo le rilevazioni psicometriche sul vostro DNA.-

-Allora dovresti essere tu ad identificarti, non credi?-

L’uomo snoccilò un codice di riconoscimento operativo che lo identificava come agente di una missione di salvataggio da parte della Lega. Non aveva ancora abbassato la guardia e continuava a tenerle di mira. Il codice tornava, le ragazze si rilassarono, abbassando i pugni. Risposero con i loro codici identificativi.

-Un salvataggio, eh?- disse Venus, squadrando da capo a piedi l’uomo in nero. -Come mai gli sciamani si sono disturbati a recuperarci?-

-Forse hanno ancora dei progetti per voi.- per la prima volta l’individuo si mosse da quando era apparso. Abbassò la guardia e rinfoderò sia la pistola che il coltello con gesto fluido.

Si muoveva in modo molto particolare, come se controllasse ogni singolo movimento muscolare, ogni contrazione e ogni rilassamento. Luna valutò che in combattimento sarebbe stato un osso davvero duro da battere, anche per un’ ammazzatrice come lei.

Per un attimo sembrò come ascoltare un rumore lontano, forse riceveva istruzioni con il bioauricolare, poi si tolse la visiera e il cappuccio. Il viso, rude come la voce, era scurito dalla barba, i capelli castani, lunghi e incolti, erano tenuti da una bandana nera. Portava la benda come un pirata, l’altro occhio era castano, anche se aveva qualcosa di strano, la pupilla era verticale come quella di un rettile.

-Tu… sei un Serpente!- esclamò Venus guardandolo meglio. Luna sgranò gli occhi: non poteva davvero essere uno di quelli…

-Sono quello che è stato mandato qui a salvare i vostri delicati sederi, signorine! Potete chiamarmi Viper. Da mesi il mio operativo raccoglie informazioni su questo dipartimento di polizia, aspettavamo il momento buono per colpire.-

-Perché adesso?- chiese Luna.

-Avete smosso le acque, così abbiamo deciso di intervenire. Intendiamo capire chi c’è dietro, risalire allo stregone o al demone che manda avanti tutta la baracca, il vostro salvataggio è solo un diversivo.-

Ecco il motivo! Le forze della stazione si sarebbero concentrate su di loro mentre altri operativi inviati dagli sciamani avrebbero colpito la fonte del comando che impartiva gli ordini ai fedeli morti viventi.

-Quindi, ora che si fa? Ci divertiamo un po’?- disse giuliva Venus battendo le mani.

-Siete pronte a battervi?- chiese l’uomo.

Le ragazze risposero con un gesto sprezzante della la testa. Un’ammazzatrice era sempre pronta a combattere se aveva almeno un arto libero, e loro ne avevano ben quattro a disposizione: le ferite si erano ormai rimarginate.

Il loro salvatore abbozzò un sorriso ed estrasse dalla cintura due paletti di legno intarsiati di rune e due pistole calibro .50 con lanciagranate. Luna era piuttosto soddisfatta, perché adorava la dotazione standard, Venus invece, che era abituata a combattere con un bastone a doppia punta e un fucile, storse la bocca: -Beh- boffonchiò -meglio di niente!-

Quando afferrarono i paletti da questi schizzò un piccolo bolo di materia organica rosa che andò ad attaccarsi all’orecchio destro di entrambe. In pochi secondi il bioauricolare ristabilì il contatto telepatico con l’osservatorio.

<<Ammazzare il tempofr dx

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