La città del sole: ronda, parte 2

dicembre 27, 2014 da Cronotopo

Un lieve cambiamento di pressione. Intorno a lei comparvero le casette fatiscenti del primo livello, la vecchia Santa Barbara. I loro giardinetti che un tempo sfoggiavano pratini precisi e ben curati erano invasi da piante contorte e scure che non avevano bisogno di molta luce per crescere. Alcuni rumori e fruscii ogni tanto le indicavano la presenza di qualche disperato dormiente che abitava quei luoghi.

Mosse alcuni passi mentre dall’Osservatorio riprendevano la necro-scansione attraverso i suoi sensi. Silenziosamente si fece strada nel buio intorno, pronta a tutto, una mano sulla pistola, l’altra sul paletto. Il primo livello era l’ambiente ideale per un vampiro, buio e in preda all’anarchia. Ripulirlo ogni notte era un compito infame, da spazzina, altro che prescelta.

-Attenzione, Luna B- disse nel suo orecchio l’inconfondibile accento inglese del Bibliotecario -Morti viventi ad un isolato a nord, almeno una dozzina!-

-Ci siamo!-

-Vuoi copertura?-

-Pompami pure con un paio dei tuoi trucchetti, ma aspetta a mandarmi rinforzi, magari è solo un gruppo di zombi…-

-E se è presente anche l’evocatore?-

-A quello ci pensate voi.-

Mentre si avvicinava alla zona indicata l’ammazzatrice sentì un brivido lungo la schiena, mentre il mondo cominciava a muoversi a rallentatore, i primi effetti degli incantesimi lanciati dall’Ossevatorio.

-Bene, sono pronta!- Luna B non temeva certo un branco di morti da quattro soldi. Quando si sporse dal muro vide un gruppo di uomini che si avventavano su qualcosa; le sue percezioni notarono ogni dettaglio, le gocce di sangue, i pezzi di carne staccati, le fauci che masticavano, i volti contorti dalla Sete, vampiri, senz’ombra di dubbio.

-Mano ai paletti!- pensò. -Osservatorio, datemi una scansione!- disse poi sottovoce. -Non voglio trovarmi circondata…-

-Sembra che ci sia solo il gruppo che vedi. Ma procedi comunque con cautela. Noi ti copriamo.-

Mirò con il lanciagranate sottocanna della sua calibro .50 ed esplose un colpo al plasma proprio in mezzo al gruppo; mentre i vampiri urlavano in preda alle fiamme si gettò nella mischia brandendo il suo paletto speciale; uno, due, tre infilzati, di quelli che non stavano già bruciando manco fossero già all’Inferno.

Ad un tratto sentì un colpo di pistola, e una fitta al braccio destro, nonostante questo non mollò il paletto, passandoselo di mano. Non era uno del branco ad aver sparato!

-Da dove cazzo veniva quel colpo?- imprecò: il dolore era insopportabile.

-Stiamo ricevendo i dati, è il colpo di un fucile di precisione, c’è un cecchino!- che scoperta! Per fortuna il suo organismo reagiva rapidamente, rimarginando la ferita a vista d’occhio.

-Perché diavolo non l’avete visto prima?- chiese stizzita.

-Non lo vediamo neanche ora, è ben occultato.-

Luna B si era messa a correre in cerca di un riparo mentre altre pallottole le fischiavano intorno. Ci voleva qualche secondo per attivare uno scudo magico.

L’osservatorio gli trasmise i dati sulla probabile locazione del cecchino. -Sei pronta? Ti teletrasportiamo sul tetto.-

-Teletrasportami in alto, così da precipitare sopra, voglio vederlo quel fottuto…-

-…due, uno…-

Il tetto a tratti sventrato della casetta si avvicinava rapidamente. Nessun segno del fottuto. Poi esplose un altro colpo: stavolta lo vide, schivandolo. Doveva aver cambiato postazione. Senza perdere tempo aspettando il teletrasporto atterrò sul tetto, saltando immediatamente come una molla verso il suo avversario.

-Luna B?- la flemma inglese del Bibliotecario era incrinata dalla preoccupazione.

-Che c’è adesso?-

-Sbrigati ad ammazzare quel cecchino.-

-Che succede?-

-Anche lui ha una copertura remota, stregoni, e anche forti; stanno cercando di localizzare la nostra posizione. Se dovessero riuscirci…-

-Ricevuto.- non era il momento di andarci per il sottile. Un paio di granate altamente esplosive avrebbero risolto la questione. Il rudere dove si era annidato il cecchino, una villetta un tempo ridente come i suoi ricchi abitanti, saltò in aria tra le fiamme mentre lei atterrava davanti piantando solidamente i piedi al suolo e resistendo all’onda d’urto che le sventagliò i capelli.

Luna B avanzò con cautela fra i pezzi in fiamme dell’edificio, continuando a puntare la pistola davanti a sé. Intorno, nell’ombra, alcuni dei vampiri sopravvissuti aspettavano la fine dello scontro. All’improvviso un cumulo di macerie fumanti esplose con violenza; ne emerse un soldato ben corazzato, pieno di gingilli tecnologici che emettevano bagliori rossi.

-Bene!- esclamò l’ammazzatrice -Eccoci qui!- e fece fuoco con i proiettili perforanti. Non sembravano avere alcun effetto. Ovviamente. Anche lui doveva essere coperto da scudi magici. C’erano di mezzo i diabolici, poco ma sicuro. E quello poteva essere un demone, per quanto ne sapeva, e i demoni non erano mai facili da uccidere.

-Ehi, mi serve subito una lettura dell’aura. Devo sapere come ucciderlo.- chiese rivolta all’Osservatorio. Detto questo balzò verso il soldato estraendo il pugnale incantato e rinfoderando la pistola con un unico movimento. Il tizio era veloce, e anche molto forte. Contrattaccava con ferocia e precisione. Luna B lo guardò bene in faccia: sembrava un essere umano, solo con la faccia un po’ ustionata.

-Luna, abbiamo la lettura. Si tratta di un demone di basso rango, un cittadino infimo, probabilmente un abitante dei sobborghi infernali. Procedi con la cattura.-

-Ricevuto. Però mi serve la mia amica strega o non andiamo da nessuna parte qui.-

-In arrivo con un supporto.-

-Come procede l’incursione remota?-

-La stiamo respingendo, e stiamo cercando di contrattaccare.-

Intanto era riuscita ad assestare un paio di pugnalate al suo avversario, il quale rispose con un poderoso gancio che la mandò gambe all’aria. Il demone la stava assalendo per finirla con il machete che brandiva con aria famelica, quando si aprì un portale proprio accanto a lei.

Dalla superficie liquida dai riflessi argentei che galleggiava a mezz’aria come una partete fantasma balzò fuori un enorme essere peloso dalla faccia da lupo avvolto da un’aura fiammeggiante che afferrò per la gola il demone, mandando entrambi a schiantarsi contro un muro che cedette come cartapesta.

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