La città del sole: ronda, parte 3

dicembre 27, 2014 da Cronotopo

Dal portale dal quale era uscito il licantropo emerse anche una ragazza dai capelli rossi e lisci, indossava una felpa marrone col cappuccio adorna di simboli, un paio di termo-pantaloni e gli stivaletti texani; iniziò immediatamente a salmodiare formule magiche.

Era la sua amica Virginia, nome in codice Salice. Il lupo mannaro era Luke, nome in codice Solo. Luna B lasciò che i due si occupassero del demone e si preoccupò di ripulire il posto dai vampiri che stavano scappando in tutte le direzioni.

-Il collegamento è dentro di lui, all’altezza del fegato!- gridò Salice.

Il lupo stava avendo la meglio sul demone, mentre lo teneva bloccato per la gola con una mano artigliata, con l’altra cercò di forare la corazza nel punto che gli era stato indicato. Prima che potesse riuscirci la creatura degli inferi produsse un’ondata di calore che respinse il suo aggressore. Si mosse per contrattaccare, ma la strega alzò una mano ed ordinò: -Bloccati!-

Il demone restò immobile sospeso a mezz’aria, il tempo sufficiente perché il lupo gli perforasse la pancia estraendo poi con la mano grondante di sangue un piccolo congegno; subito dopo l’incantesimo che lo bloccava si ruppe. Urlando di rabbia assunse la sua vera forma. Le vesti si strapparono lasciando in evidenza una muscolatura robusta di colore blu, il volto divvenne un teschio scarnificato che galleggiava in una nube nera che si dipanava dalle spalle.

-Un necrodemone, suppongo!- disse con calma Salice mentre estraeva un portatile dall’aspetto preistorico, il suo computer tecnomagico.

-Esatto, strega!- rispose il demone mentre sferrava un calcio al lupo. Guadagnato un po’ di spazio protese la mano con il palmo rivolto verso l’alto, pervaso di fiamme verdi. -Osserva il vero potere!- Verdi lapilli esplosero in ogni direzione. Uno colpì la strega che cadde a terra, un altro investì Luke che si protesse con la sua aura lunare. Un terzo fu schivato da Luna B con una capriola all’indietro.

Gli altri lampi verdi colpirono il suolo; nei punti di impatto si aprirono delle crepe dalle quali iniziò a sciamare fuori un esercito di scheletri guerrieri armati con fucili e pistole. La situazione stava degenerando.

-Luna, mi ricevi?- chiese Salice nella mente dell’ammazzatrice; si stava rialzando dopo il colpo subito.

-Si. Che accidenti succede?-

-Il demone è un signore dei morti, ha qualche legame spirituale, probabilmente mistico, con un vecchio campo di battaglia dal quale sta richiamando gli scheletri. Io non posso farci molto, e neanche l’ossevatorio. Dobbiamo distruggere la forma fisica del demone, non c’è tempo per intrappolarlo!-

-Perfetto! Distruggere è la mia specialità.- detto questo tornò a lottare contro il demone che si mise in guardia.

-L’ammazzamorti!- sibilò quest’ultimo. -Sarà un piacere ucciderti, dopo quello che hai fatto ai miei protetti.-

-Sei sicuro che sarà piacevole?- rispose Luna, e sferrò un gancio al mento del suo avversario, che incassò pesantemente; un attimo dopo era nuovamente all’attacco, i suoi pugni ardevano di energia verde che sfrigolava emanando scintille.

Nel frattempo il lupo mannaro stava cercando di arginare l’esercito di scheletri sfruttando al massimo la sua aura lunare: riusciva a concentrarla in sfere buie circondate di luce pallida, che scagliava contro i bersagli facendoli esplodere; il Bibliotecario chiamava quella forma d’attacco “eclissi di luna”.

La strega, di nuovo in piedi con il suo ierocomputatore alla mano, lo copriva con incantesimi sia offensivi, come piogge di fuoco, dardi magici, fulmini, che difensivi, scudi deflettori, barriere di forza, e incremento della velocità.

Benché molto giovane, aveva divorato ogni grimorio che le fosse stato fornito dai suoi maestri, conosceva già alcuni dei più profondi misteri della stregoneria ed era un vero asso della ierocomputazione, la magia runica fatta al computer.

Intanto Luna B sentiva crescere la propria forza man mano che combatteva; le accadeva sempre in situazioni critiche, era quello il potere di un’ammazzatrice, trovare sempre la forza per sconfiggere il nemico, non importava chi. Il problema non era far emergere la forza, era fermarla una volta che cominciava a sgorgare.

Il demone accusò sempre di più i colpi della sua avversaria, finché questa non gli sferrò un calcio che gli staccò di netto la testa. In quel momento Salice distolse la sua attenzione dagli scheletri e dal lupo e pronunciò una parola di potere tenendo stretto il palmare. Il corpo della creatura infernale esplose in mille pezzi. In quel momento l’esercito di morti viventi sprofondò nella terra dalla quale era uscito.

Dopo tanto trambusto, scese di nuovo il silenzio sul primo livello intorno a loro. Salice cominciò con le analisi dell’area dello scontro armeggiando col computer, mentre gli altri due perlustravano i dintorni. Finite le operazioni di routine Luna B pose mano al bioauricolare che le copriva l’orecchio con una membrana come se fosse stato parte del suo corpo: -Osservatorio, qui Luna B, direi che possiamo chiudere qua stasera, riportateci a casa.- pochi istanti dopo erano già spariti dal luogo dello scontro.

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