La città del sole: ronda notturna

dicembre 27, 2014 da Cronotopo

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Universo Aldebaran, Pianeta Terra 2049 d.C. datazione locale basata sulla rivoluzione del pianeta intorno alla sua stella, e sulla nascita di Gesù detto il Cristo, primo dei santi.

Bozzetto-Satrasia---Dicembre-Che palle la ronda!-

Shannon Priesly, nome in codice Luna B, passeggiava nella zona dei locali notturni di Santa Barbara facendo il minimo rumore possibile con i suoi stivali; si muoveva circospetta nel dedalo di scale e passaggi che costituivano la Crosta dell’estremo nord del Blocco Metropolitano Meridionale della California, il secondo livello in cemento plastico che da lì si estendeva fino al grande muro di Tijuana.

Quando i cinesi avevano iniziato a produrre il cemento plastico la California era stata il primo stato americano che ne usufruì massicciamente, cominciando la Seconda Urbanizzazione. Ciò che la circondava era una delle prime aree metropolitane in cementoplastico costruite in occidente.

I muscoli perfettamente rilassati della ragazza erano pronti a scattare, possedeva la forza di molti uomini, poiché era una Ammazzatrice, la stirpe guerriera che i Sognatori Aborigeni avevano portato nel mondo dopo i loro contatti con i Druidi. Ma tecnicamente non si trattava di una stirpe. Le ammazzatrici non erano figlie di altre ammazzatrici, semplicemente nascevano così.

Il perché le era sempre rimasto oscuro: era una storia che parlava di antichi riti nel profondo dell’inospitale entroterra australiano, l’Outback, ma lei non ci aveva mai capito molto.
Due anni prima era stata contattata da un Osservatore, un druido incaricato di monitorare le potenziali ammazzatrici; -Tu sei stata prescelta- le aveva detto. All’inizio l’aveva preso per matto. Un signore con l’accento inglese, che si avvicinava da perfetto sconosciuto fissandoti con quegli occhi grigi da dietro gli occhialini da professore, non dava affatto l’impressione di un tipo a posto.

Aveva solo tredici anni, nella testa giravano all’impazzata i suoi ormoni, la sua maggiore preoccupazione era che doveva ancora decidere a chi fare il suo primo pompino nel ballo di fine anno, niente era più importante per una ragazza della sua età.

Poi la sera del ballo, mentre era chiusa nel bagno delle donne insieme ad un ragazzo e stava iniziando a darsi da fare in ginocchio davanti a lui, aveva cominciato a sentire le urla; usciti nel salone erano stati assaliti da uomini dal viso pallido che planavano sull’aria come se avessero le ali.

Vampiri, che avevano immediatamente fatto del suo compagno di quella sera un boccone del loro immondo pasto; di lui aveva aveva ancora il sapore fra le labbra, mentre guardava attonita i resti del suo corpo sparsi tutto intorno. Sul pavimento giacevano nel sangue i cadaveri dei suoi compagni di scuola morti con il terrore negli occhi.

Lei era riuscita a sopravvivere, aveva schivato il primo tentativo di abbraccio ed aveva risposto con una furia che non avrebbe mai sospettato di possedere. Ma i vampiri erano duri da abbattere, e nonostante il suo furioso controattacco restavano in piedi; in quel momento l’uomo che sarebbe diventato in seguito il suo Osservatore in carica, nome in codice Bibliotecario, era entrato e le aveva lanciato un paletto riccamente decorato con intagli e intarsi.

Per poco non c’era rimasta secca mentre osservava affascinata la magnifica fattura di quell’oggetto. Ma poi il potere che aveva sentito pervaderla come una scarica elettrica era esplosa nel suo corpo; pochi istanti dopo di quel branco di morti viventi erano rimaste solo le ceneri fumanti.

-Ti avevo detto che sei una prescelta.- era stato il commento del Bibliotecario con quel suo tono fermo e pacato da perfetto gentleman.

Nel freddo della notte Luna B sbuffò. Prescelta. A qualcuno poteva sembrare anche una bella cosa, pensare che il destino aveva in serbo qualcosa di grande per te, qualcosa di speciale. Ma certa gente non aveva riflettuto a fondo sul significato di quella parola. Prescelta significava che qualcuno, o qualcosa, aveva già scelto al posto suo.

A quindici anni la sua vita era fatta di sangue e morte, sotto un’apparenza di normalità. Continuava ad andare a scuola, ad intrattenere rapporti sociali con i coetanei, qualche volta aveva persino l’illusione che quella fosse la sua vera vita. Poi, regolarmente, succedeva qualcosa.

Quanti amici aveva perso in quei due anni, alcuni uccisi dai suoi nemici, altri da lei stessa perché magari erano stati posseduti da un demone o erano diventati morti viventi.

Poteva parlare con pochissimi di ciò che sapeva, di cosa si celava dietro gli immentsi grattacieli del secondo livello e gli squallidi ruderi del primo. Quello era il suo mondo. Un mondo oscuro, popolato da creature sovrannaturali che vedevano negli uomini solo del cibo. E poi c’erano gli iniziati, come i suoi superiori, i Druidi, o i loro avversari, per i quali i loro simili erano solo pedine per i loro intrighi. Ma sapeva bene che era un male necessario.

Chi avrebbe difeso altrimenti la natura e la vita dalle forze oscure, che volevano impadronirsi di tutto, o da quei fanatici cani della divinità usurpatrice? Era la cosa che l’aveva sconvolta di più, scoprire la verità su dio e gli angeli: folli che volevano chiudere per sempre il Samsara, il grande ciclo della vita, attraverso l’annullamento delle anime.

E nonostante tutto questo continuava a sognare una vita normale, da ragazza liceale, fare la cheerleader, scoparsi il capitano della squadra di football, deridere i cessi e gli sfigati e così via. Invece doveva passare la notte in caccia, vagando per gli angoli più sudici del secondo livello, al confine della Crosta alla ricerca di attività necrotiche, di morti viventi in azione da distruggere.

Come ammazzatrice era quella la sua specialità, ammazzare i morti viventi, uccidere chi era già morto ma ancora camminava, per questo l’avevano soprannominata l’Ammazzamorti. Da quando era entrata in servizio aveva sventato insieme alla sua squadra infinite scorribande, macchinazioni e complotti dei figli della morte.

L’Arcidruido della California, il superiore del Bibliotecario, era rimasto favorevolmente colpito dal suo operato, finché non l’avevano assegnata lì all’estremo nord del Blocco Meridionale, dove sembrava operasse un diabolico di alto livello, un seguace delle forze oscure. Il suo osservatore era convinto che si trattasse di qualcuno dell’amministrazione comunale, poteva persino trattarsi del sindaco per quel che ne sapevano.

Strinse le spalle. Non era certo suo il compito di indagare le trame dei seguaci del Diavolo. Si guardò intorno, la zona dei locali sembrava pulita. Portò la mano all’orecchio, le sue dita sfiorarono appena la soffice membrana del bioauricolare. -Osservatorio, qui Luna B, tutto a posto nel settore dei locali, portatemi al successivo.-

-Ricevuto, salto in tre, due uno…-

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