La città del sole: una serata fra amici, parte 2

gennaio 27, 2015 da Cronotopo

Poco dopo stavano viaggiando sul Tubo, in direzione della zona dei locali presso la Crosta. Decisero di andare al Gold a sentire un po’ di musica dal vivo. Il locale li accolse con la sua aria viziata, che odorava di alcol e sigarette. Si presero un paio di drink, Nicolas si scatenò nelle danze rimorchiando un paio di ragazze che portò prontamente in bagno.

-Dobbiamo chiamare una squadra per ripulire?- chiese ironica Shannon quando vide ritornare al tavolo l’amico.

-No, tranquilla, non avevo fame.- fu la risposta della iena -volevo solo divertirmi un po’.-

La ragazza fece un mezzo sorriso che sembrava più una smorfia e tornò al suo drink. Come al solito non aveva visto nessun ragazzo interessante. Per una volta che usciva! Intanto Virginia e il suo lupetto si stavano sbaciucchiando sul divano davanti a lei.

Il concerto era finito. Era l’ora di cambiare locale. Ancora musica dal vivo? O era meglio un club hip hop, forse beccavano qualche gara di freestyle. O forse un bar da imbrocco, così magari anche Shannon rimediava qualcuno…

Passeggiavano lungo gli ampi viali della Crosta, al di sotto della quale iniziava il primo livello, chiaccherando su cosa fare, ma anche sulla scuola, sui compagni e così via. La strada era illuminata dalle mille pubblicità e insegne dei vari club.

Non avevano alcuna fretta di scegliere un altro posto dove rintanarsi, l’aria fresca della sera era piacevole dopo la cappa di sigarette e altro che avevano respirato al Gold. Intorno a loro i dormienti affollavano le strade in cerca di divertimento proprio come loro, ignari di chi avevano accanto.

Arrivarono ad uno spiazzo gremito di persone, con un dj set all’aperto. Mentre si facevano strada tra la folla si guardarono intorno. L’impressione era di stare alla festa di san Valentino, sembrava che tutti nella piazza si stessero abbracciando e baciando, tranne il loro gruppetto. Improvvisamente Solo e Nero si portarono le mani alle orecchie e caddero in ginocchio.

Automaticamente Luna B si portò la mano all’orecchio e attivò il bioauricolare che sgusciò fuori dal buco di un orecchino. Nel mentre portava già l’altra mano alla cintura in cerca di un paletto. Tutto intorno ogni coppia si divise, un membro lasciava crollare per terra l’altro, completamente dissanguato.

Si ritrovarono circondati da un esercito di vampiri, centinaia, forse addirittura mille. Riempivano l’intera piazza. Il set stava andando avanti, passò da un pezzo dance con campionamenti di mozart ad uno più spinto, con i cori gregoriani, remix di un successo del secolo scorso.

Il lupo e la iena erano fuori gioco, rimanevano solo Luna e Salice. Senza quasi pensarci quest’ultima aveva già lanciato un paio di incantesimi di difesa, tra cui uno scudo di forza impenetrabile. Nella mano stringeva nervosamente il palmare.

-Che facciamo?- chiese ansimando la strega.

-Osservatorio, qui Luna B, mi sentite?- Nessuna risposta.

-Stai cercando di contattare il tuo osservatore, bambina?- Si era fatto avanti un vampiro con l’aria da fusto, portava una giacca di pelle a mezza coscia marrone. Aveva un tono indisponente. Il volto era ancora distorto dalla Sete. Shannon lo aveva già incontrato, era un maestro dei vampiri locali.

-Seraph, ma che piacere vederti!- disse incrociando le braccia. -Speravo proprio di prenderti di nuovo a calci nel culo!-

-Lo so che ti piace la violenza, tesoro. Sono sicuro che non rimarrai delusa dalle carezze di cui ti farò godere tra poco.-

-Che ti faremo.- aggiunse una vampira bionda; era vestita come una ragazzina, ma doveva avere almeno duecento anni, una delle compagne di Seraph, Luna ricordava vagamente qualcosa della sua scheda, peccato non amasse studiare. Si avvicinò all’altro morto vivente e lo cinse con un braccio all’altezza delle spalle, mentre ghignava con la bocca sporca di sangue.

Mentre quei due gongolavano l’ammazzatrice comunicò mentalmente con la sua amica: -Ehi, Virgi…-

-Lo so, siamo tagliate fuori. Qualcuno di loro sta bloccando i segnali fisici e metafisici, ci sto lavorando.- rispose la rossa.

-Che facciamo nel frattempo? Ci puoi tirare fuori a tutti e quattro con un teletrasporto?-

-No, sento che c’è una rete magica che inibisce il salto nel discreto. Speriamo almeno che il mio scudo regga.-

-Posso spararci attraverso?-

-No, purtroppo.-

-Merda! E i nostri due animali? Che gli sta succedendo?-

-Credo si tratti di particolari ultrasuoni emessi dall’impianto.-

-Appena cede la barriera provo a farlo saltare.-

-D’accordo.-

Nome in codice Salice tentò di sorridere mentre il sudore le rigava il volto. Stava facendo appello a tutte le sue forze interiori per prepararsi allo scontro mentre armeggiava con il suo ierocomputatore. I suoi occhi divennero completamente neri mentre la sua aura assumeva una consistenza visibile, una luminescenza fra il rosso e il color pesca che avvolgeva il corpo fluendo verso l’alto.

Luna B studiò il campo di battaglia, tentando di capire dove era meglio colpire per interrompere la musica. Una granata al mixer sarebbe bastata.

Nel frattempo i vampiri si erano gettati su di loro, ma il loro assalto si era infranto contro lo scudo magico invocato dalla giovane strega come contro una lastra di cristallo purissimo, invisibile e indistruttibile; ma non avrebbe retto in eterno, anche senza telepatia, Luna lo poteva vedere negli occhi della sua amica.

Seraph e i suoi amici non erano gli ultimi dei non morti, la sua cerchia più ristretta praticava la magia nera da centinaia di anni, ed infatti dalle schiere di succhiasangue emerse una donna bellissima, i lunghi capelli corvini ben pettinati e gli occhi folli, vestita di un elegante abito rosso, lungo fino ai piedi inarcati su tacchi vertiginosi.

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