La lupa, epilogo

ottobre 26, 2014 da Cronotopo

Poi, un giorno, arrivarono loro: la guerriera, il santo, il cavaliere, ed altri ancora, potenti, spietati, invincibili. Laura fino a quel giorno non aveva mai incontrato il potere dei veri iniziati, aveva conosciuto gli sciamani, ma non li aveva mai visti veramente in azione nel pieno dei loro poteri. Scoprì quanto è potente un vero iniziato vedendo in azione il santo.
Il suo branco stava pattugliando un tunnel, quando egli apparve dal nulla, un uomo in felpa nera con il cappuccio tirato su, sembrava l’ultimo degli Incivili, se non fosse stato per l’aureola che sormontava la testa; il viso era completamente in ombra, ma vi brillavano due occhi gialli privi di pupilla. Dalle mani strette a pugno gli uscivano due lame di energia azzurra. Attaccò Bruno a colpo sicuro.
Il maschio alfa ebbe appena il tempo di dire: -Merda!- che si ritrovò quelle lame piantate nel corpo; non vi fu sangue né lacerazione di carne, eppure il licantropo crollò a terra, morto stecchito. Un attimo dopo l’assalitore era sparito.
-Che cazzo è successo?-
-Chi era quello?-
-Come ha fatto a sparire in quel modo?-
Tutte domande del branco che non ebbero alcuna risposta.
Tornarono di corsa verso le zone più centrali del loro dominio e vi trovarono una furiosa battaglia: centinaia di fratelli lupi combattevano con una forza d’assalto di una cinquantina di uomini. Laura notò la guerriera con un occhio solo, l’altro, sfregiato, mandava lampi azzurri in tutte le direzioni, arrostendo i licantropi.
Vide una ragazzina avvolta dalle fiamme volare sulla testa dei lupi facendone strage, seguita da un suo coetaneo dai capelli lunghi e spettinati che dispensava raggi verdi a destra e a manca: ogni volta che colpiva qualcuno, la vittima cadeva morta sul posto. C’era un gruppo di uomini completamente coperti da divise nere, il passamontagna e il visore dell’elmetto calato sugli occhi, capitanati da due individui che indossavano una maschera a forma di teschio, incappucciati, uno vestito di nero, l’altro di rosso. Quello in rosso era una donna. Entrambi brandivano spade con cui si facevano largo tra i nemici menando fendenti.

E c’era il cavaliere: indossava un incrocio fra un’armatura medievale e una tuta spaziale, non sapeva come altro definire quell’intreccio di parti metalliche giuntate che gli avvolgeva il corpo con linee aggressive, l’elmo sigillato con il visore specchiato, le tre tozze antenne che salivano dalla fronte e dalle orecchie. Combatteva come una furia avvolto da fulmini azzurri che esplodevano ad ogni colpo mandando lapilli incandescenti.
Laura si gettò nella mischia: combatté contro uno dei soldati in nero, che si rivelò un degno avversario: usava trucchetti magici non dissimili da quelli dei vampiri, ed aveva uno stile di combattimento molto raffinato. Tuttavia la sua furia lo travolse, riuscì ad afferrarlo e ad addentargli il collo, recidendogli la giugulare. Ma fu una vittoria inutile: guardandosi intorno si rese conto che ormai i lupi erano stati decimati.
-Adesso basta, fermatevi!- tuonò una voce. Incredibilmente gli scontri cessarono all’istante. L’uomo incappucciato con l’aureola e il volto invisibile stava ritto in piedi su un promontorio di detriti, guardando la folla con i suoi luminosi occhi gialli.Satrasia- Racconto La lupa-Illustrazione
-Non c’è più alcun bisogno di combattere, creature della Luna.- disse con voce squillante -I vostri capi sono morti, i vostri sciamani vi hanno abbandonato. Abbandonate anche voi queste terre o unitevi a noi, unitevi alle libere genti nella redenzione dall’ubbidienza!-
-Chi sei tu?- chiese uno dei lupi.
-Io? Io sono il santo ribelle, il Clandestino dei Cieli che si aggira losco fra i mortali per portare la bella storia! Dovete smettere di obbedire alle Forze Superiori che tutto governano, poiché l’obbedienza ad una autorità superiore a quella del Popolo è un peccato mortale! In verità vi dico che dovete prendere in mano le vostre vite e condurle verso un futuro di libertà e di pace! Dovete smettere di azzuffarvi con coloro che versano nelle vostre stesse condizioni, i vostri fratelli vampiri, come voi al soldo di forze che vi trascendono e che vi dominano come schiavi!-
-E cosa dovremmo fare, stringere la mano ai succhiasangue?-
-Perché no?- esclamò il santo senza un attimo di esitazione -Li combattete solo perché qualcuno vi ha detto di farlo, perché vi è stato insegnato così! Voi potete scegliere, potete decidere per voi stessi ed allearvi con loro contro i veri nemici, le sette iniziatiche al soldo delle Forze Superiori, coloro che si combattono sulla vostra pelle, usandovi come pedine e mandandovi gli uni contro gli altri!-
-Tu ci parli di libertà, ma vuoi che obbediamo a quello che ci dici tu!-
-Sciocchezze!- disse il santo agitando la mano nella direzione di colei che aveva fatto la domanda -Io vi lascio liberi di scegliere: potete andarvene e continuare ad obbedire ai Grandi Antichi, o potete unirvi a noi, ed essere nostri fratelli!-
-Perché dobbiamo andarcene? Questa è la nostra terra adesso!-
-Non più! Con la forza l’avete presa, con la forza adesso la perdete, no?- rispose il ribelle sollevando le spalle e allargando le braccia, gli occhietti gialli leggermente assottigliati in quella che poteva sembrare un’espressione divertita. Nessuno trovò da obiettare.

Laura era sconvolta almeno quanto il giorno in cui era divenuta un lupo mannaro. Ancora non capiva fino in fondo cosa stava succedendo: chi erano quelli? Non sembravano preti, né negromanti. Capiva solo che non conosceva abbastanza quel nuovo, bizzarro mondo che si era spalancato davanti a lei con la mutazione per capire la situazione.
Però in quel momento capì anche un’altra cosa: che se fuggiva e tornava sotto il comando degli sciamani loro l’avrebbero tenuta volutamente all’oscuro di cose importanti per capire cosa stava succedendo, mentre aveva l’impressione che seguendo il santo ne avrebbe saputo di più.
Decise di provare a restare al fianco del Clandestino dei Cieli e dei suoi sodali.

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