La lupa, parte 3

ottobre 26, 2014 da Cronotopo

Satrasia- Racconto La Lupa- sketch 1

Si prepararono una cenetta fredda, ripulendo il frigo di tutto ciò che era commestibile senza bisogno di essere cucinato. Passarono la sera a perquisire la casa in cerca di oggetti utili ma trovarono solo qualche foto stampata dell’opulenta famiglia che aveva vissuto in quella casa.

Prima di mettersi a dormire nel soffice letto trapuntato lo fecero un altro paio di volte. Laura decise di concedersi nel sesso anale, tanto per festeggiare l’occasione: non c’era più il secondo livello, tutto tornava al Suolo.

Furono svegliati dalle urla dei vicini. Istintivamente balzarono entrambi giù dal letto ancora nudi e misero mano alle armi: lui girava con una .45 automatica.

-Che succede? Non mi dire che sono cacciatori di organi! Non sono schiantati pure loro?- sibilò Laura.

-Vado a dare un occhio, coprimi!- disse Carlo, e si incamminò quatto quatto verso la porta, i coglioni che gli ballavano in modo ridicolo tra le gambe.

Si affacciò alla porta e diede un’occhiata nel corridoio che portava alla sala giorno: qualcosa lo afferrò e lo trascinò fuori dalla vista di Laura, la quale sentì urlare il suo amico come se lo stessero divorando, poi tacque. Corse alla porta anche lei con la pistola spianata, poi rallentò fino a muoversi al rallentatore mentre si avvicinava al corridoio. Sentiva un rumore viscido provenire da dietro l’angolo, come di qualcosa che succhiava.

Quando oltrepassò lo stipite della porta nelle tenebre distinse vagamente una figura china su Carlo, agganciata al suo collo. Paralizzata dalla paura si accorse troppo tardi che una seconda figura dagli occhi rossi e dalle movenze di una nube di fumo le stava venendo addosso.

Laura guardò dentro quei luminosi occhi del colore del sangue, senza capire cosa stava succedendo; vide due canini bianchi balenare nel buio diretti verso il suo collo, poi l’essere fu come strappato via. Un’orda indistinta di creature pelose come cani ma in qualche modo umane aveva invaso il corridoio: l’essere che aveva assalito Carlo venne fatto a pezzi e lo vide dissolversi in polvere tra le grinfie dei nuovi arrivati.

Il suo amico invece fu sollevato da terra da una delle creature, che strappò la testa dell’uomo dal corpo come se si fosse trattato di carta e lanciò i resti ai compagni che iniziarono a divorarli. La donna emise un urlo lungo, prolungato, prima di trovarsi davanti uno di quegli uomini… lupo! Erano uomini con la testa di lupo, e anche la pelliccia! La creatura ringhiò, le afferrò entrambe le braccia e la morse su una spalla.

Laura pensò di stare per morire e se la fece addosso dalla paura. Il lupo invece la sdraiò sul letto e iniziò ad annusarle la pelosa vagina sporca di urina, poi iniziò a leccarla con la sua lingua da cane. Voleva scoparsela prima di mangiarla? Si accorse che anche gli altri uomini-lupo erano entrati nella stanza.

-Vi prego, vi prego… non fatemi del male! Non uccidetemi!-

-Ucciderti?- disse il lupo guardandola con i suoi occhi animali. Incredibilmente, parlava italiano alla perfezione. -No, tu adesso sei una di noi! Fai parte del branco, ed io che sono il maschio alfa ho diritto a possederti!-

Fu sopra di lei, appoggiando il membro dentro la sua vagina. Aveva un cazzo enorme! Laura cercò di rilassarsi mentre quel serpente di carne le entrava dentro, resistere era perfettamente inutile. La prese con la ferocia di una belva, eppure anche con la dolcezza del più raffinato degli amanti.

Benché le sbavasse addosso, le leccasse la faccia con quella ruvida lingua e le strizzasse le tette come due antistress, in fondo fu piacevole. Fu pervasa dal pensiero di quello che le aveva detto il maschio alfa: adesso era una di loro… sarebbe diventata un lupo mannaro? Esistevano i lupi mannari? Era tutto assurdo, presto si sarebbe svegliata da quell’incubo, ne era certa.

Invece il giorno dopo si svegliò in compagnia di uno sconosciuto, umano. Nella stanza erano accampati una dozzina di uomini e di donne seminudi, coperti da perizomi e pantaloncini strappati. Non era un sogno! Era davvero…

-Si- le disse l’uomo che le giaceva accanto: un fusto con i capelli neri a caschetto e il volto stranamente dolce per essere un… -adesso sei come me, un licantropo, un lupo mannaro. Da oggi inizia per te una nuova vita, sotto la guida delle Forze della Natura! Mi chiamo Bruno, e sono il maschio alfa di questo branco.- e accennò agli uomini che si stavano svegliando.

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Indice:
Parte 1
Parte 2
Parte 3
Parte 4
Parte 5
Parte 6
Parte 7