La lupa, parte 6

ottobre 26, 2014 da Cronotopo

Il primo mese da licantropo fu per Laura una gioia continua: imparò in breve tempo non solo a trasformarsi, ma anche a gestire l’enorme energia spirituale dei lupi, l’aura lunare. Con essa poteva sprigionare un alone di pallide fiamme gialle intorno al suo corpo o concentrarla in un palmo per scagliare sfere di energia a centinaia di metri di distanza con effetti esplosivi.

Partecipò attivamente alla guerra contro i vampiri, con i quali aveva un conto in sospeso per la morte di Carlo. Sapeva benissimo che quando i suoi compagni di branco lo avevano fatto a pezzi era già spacciato; proprio come loro, anche i succhiasangue avevano l’ordine di moltiplicarsi il più velocemente possibile.

Da chi ricevevano ordini? Anche loro avevano un clero simile agli sciamani? Lo chiese a Bruno. -I vampiri prendono ordini dagli stregoni, i negromanti, coloro che praticano la magia nera.-LogoSatrasia- primitivo
-I negromanti sono… umani?-
-Alcuni, altri solo in parte.-
-Ma se i druidi venerano le Forze della Natura e la Chiesa serve il Cielo, i negromanti…-
-Trafficano con i demoni, proprio così. Si dice che alcuni di loro siano perfino per metà demoni.-
-Esiste anche l’Inferno quindi?-
-Si.-
-E ci vai se sei stato cattivo?-
-Certo che no. E poi che vuol dire essere cattivi, dai!-
-E allora che fa?-
-Beh- Bruno cercò le parole. Non che ne sapesse molto anche lui di quegli argomenti, i druidi davano spiegazioni, ma fino ad un certo punto -l’Inferno è… beh, per prima cosa ci finiscono tutti quelli che hanno stipulato patti con loro, chi ha venduto la propria anima in cambio di soldi, o di potere. Innanzi tutto sono dei mercanti, ma del tipo aggressivo, pronti a tutto pur di espandere la propria sfera di influenza.-
-In questo non sono così diversi dagli uomini!- disse lei.
-Infatti!- il lupo fece un gesto ampio ad indicare il panorama delle rovine del secondo livello che si stagliava davanti, colline di detriti intervallati da qualche megagrattacielo ancora in piedi con i camminamenti e le linee del Tubo ancora attaccati come ragnatele su di un albero gigantesco. -Il mondo di oggi è largamente in linea con la mentalità infernale. Sono, come si dice… ecco, imperialisti!- Una parola che Laura aveva sentito utilizzare solo nei centri sociali. Comunque sapeva cosa significava.
-Quindi i demoni invadono e conquistano i mondi?-
-No, non solo. Loro li inghiottono, trasformano i mondi in nuove parti dell’Inferno, allargando così il loro territorio.-
-E le anime che catturano cosa ci fanno?-
-Le usano come schiavi immortali. Dev’essere uno spasso.-

Quindi alla fine c’erano il Paradiso, l’Inferno e la reincarnazione: non mancava proprio nulla. O il Samsara, il ciclo delle reincarnazioni, o la schiavitù sotto l’imperialismo demoniaco o la morte eterna fra le braccia del Signore dei Cieli. Non faceva una piega. Come si poteva non stare dalla parte delle Forze della Natura? Che pazzi suicidi erano i sacerdoti cattolici per assecondare un piano di sterminio come quello propugnato dagli angeli?
I primi scontri con i vampiri filarono lisci come l’olio; grazie alla sua potente aura lunare Laura divenne presto uno dei guerrieri più importanti del suo branco. Adorava spazzare via quei maledetti succhiasangue, vederli mentre si riducevano in polvere la riempiva di una gioia selvaggia, quanto selvagge erano tutte le emozioni che provava in quel periodo.
In capo ad un mese, all’inizio di Aprile erano diventati i padroni del Blocco aretino. I vampiri si erano arroccati nel senese, dove spadroneggiavano incontrastati. Ma altre cose si muovevano nella Toscana distrutta dal disastro: nei territori della piana fiorentina, il vecchio asse Firenze-Pistoia, si erano formati dei villaggi di umani nelle grotte di cemento plastico, e i loro abitanti cacciavano vampiri e licantropi senza pietà. In pochi erano tornati indietro dalle missioni in quell’area: voci contrastanti parlavano di una potente guerriera con un occhio solo, di un santo senza volto e di un cavaliere in armatura che difendevano i villaggi.

Sulla costa, nel Blocco Pisa-Livorno-Pontedera si era instaurato il regno di un negromante, chiamato il Re Teschio, difeso da potenti magie, al quale perfino i vampiri non osavano avvicinarsi. Ma i lupi, ormai padroni del territorio aretino, con una popolazione di almeno duemila licantropi, non temevano nulla per loro ed anzi erano pronti ad azioni più decisive con l’aiuto degli sciamani.

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Indice:
Parte 1
Parte 2
Parte 3
Parte 4
Parte 5
Parte 6
Parte 7