Le guerriere del Culto, parte 3

giugno 21, 2015 da Cronotopo

Fu così che Jack l’Australiano conobbe Caterina, nome in codice Urano Kappa, e Ginevra, nome in codice Ginger.

Terminata la guarigione poterono andare per i fatti loro. Si trovavano nel cuore di una base segreta sotterranea. Raggiunsero un garage pieno di macchine passando per freddi corridoi in pietra e in metallo. Le ragazze si cambiarono in uno spogliatoio adiacente, uscendone in abiti civili. Ginger, che vestiva una corta gonna bianca molto aggressiva che metteva in mostra le gambe muscolose, si mise alla guida di una macchina sportiva, una Jaguar. Kappa, che si era messa una camicetta e un paio di jeans stretti sopra la tuta verde, prese posto davanti dopo aver fatto accomodare Giacomo sui risicati sedili posteriori.

Sfrecciarono fuori dal garage attraverso una apertura che si richiuse al loro passaggio, ritrovandosi da qualche parte fra i colli fiorentini.

Ginger guidava come se fosse stata al rally, sgommando e attivando il freno a mano sui tornanti. Il ragazzo decise di aspettare di arrivare a destinazione, ovunque fosse, per girare la canna che moriva dalla voglia di fumare.

-Che facciamo, allora?- chiese Caterina. -Io ho proprio voglia di un birrino, e voi?-

-A me va qualcosa di più forte. Magari un po’ di vodka liscia.- fece Ginevra. -E tu, Giacomo?-

-Io per ora voglio solo farmi una canna, ma fate pure, ve l’ho detto, offro io.- rispose lui.

Le due ragazze si guardarono.

-Che c’è?- chiese Giacomo.

-Si vede proprio che sei un apprendista degli sciamani.- osservò Caterina.

-Beh, mi voglio rilassare dopo quella carneficina. Voi no?-

Lo sguardo che gli rivolsero entrambe brillava di una luce inequivocabile: quelle erano pronte a far baldoria fino a mezzogiorno, magari fino alla sera dopo.

-Dai, magari anche una birra ci sta.- disse per accontentarle. Poteva starci davvero se quelle due avevano intenzioni serie.

La notte si stava trasformando in aurora quando raggiunsero i primi centri abitati.

Si fermarono in un minuscolo bar miracolosamente aperto, unica attività commerciale in uno sparuto gruppo di case sul fianco di una collina. Il minuto e anziano proprietario stava appena iniziando le operazioni di apertura. Il gruppetto di ragazzi si offrì di dargli una mano con il bandone e con il resto in cambio della vendita di alcolici.

Non aveva vodka, perciò Ginevra si accontentò di una bottiglia di amaro ghiacciata. Caterina prese due bocce da sessantasei di birra italiana, ghiacciate pure quelle. Giacomo nel frattempo aveva girato la sua canna in macchina ed era pronto ad accenderla. Pagò il conto e ripartirono.

Si fermarono su una piazzola godendosi l’alba seduti in macchina, bevendo e fumando.

Rilassati dalle sostanze in circolo iniziarono a fare conversazione.

-Mi spieghi per bene cos’è una ammazzatrice?- chiese Giacomo alla ragazza con i rasta viola -Perché, sai, capisco lei che è tipo un lupo mannaro, solo con la tigre e con quella specie di energia luminosa. Ma tu… mi dici come cazzo hai fatto con tutti quegli sbirri?-

-Te l’ho detto, sono nata per combattere.-

-Ho capito, dai, ma come funziona?-

-Niente, funziona che ho forza, resistenza e riflessi molto superiori anche al più allenato degli uomini, che ho una innata predisposizione all’uso delle armi, che non mi stanco mai di combattere e anzi la mia forza di solito aumenta durante lo scontro.-

-Ma perché? Sei nata così o ti sei allenata? Sei stata sottoposta a qualche rito?-

-No, noi sorelle nasciamo così. Siamo scelte alla nascita da uno spirito che risiede in tutta l’umanità e che seleziona le sue figlie unicamente fra noi donne.-

-E poi che succede?-

-Un bel giorno, più o meno quando ti crescono le tette o ti viene il primo ciclo, i poteri si manifestano, di solito in modo drammatico. Magari voli dal terzo piano e non ti fai nulla, o spezzi il collo ad un molestatore. A quel punto di solito arriva un Osservatore a prenderti in custodia.-

-Vuoi dire uno sciamano?-

-Si, sono sciamani specializzati nel guidare quelle come noi. C’è un Concilio che si occupa di addestrarli e mandarli a trovare nuove ammazzatrici.-

-Quello che mi ha guarito era il tuo?-

-Si, è la mia guida. Nome in codice Orafo.-

-A me sembrava di più un prof.-

-Noi lo chiamiamo solo l’Inglese.- intervenne Ginevra.

-E tu, tu non hai un Osservatore?- le chiese Giacomo.

La ragazza dai selvaggi occhi verdi scoppiò a ridere: -Ma per carità! Mi basta il suo tra i piedi a darmi ordini. No, io appartengo ad un clan.-

-Un clan di teriantropi come te?-

-Di tigri, per l’esattezza. Non siamo molti qui in Toscana, la nostra è una stirpe che viene da est, dall’Asia, i lupi non sono contenti quando le nostre fila si ingrossano oltre un certo limite, così stiamo attenti a non generare troppi nuovi fratelli per non compromettere i rapporti con gli altri clan.-

-I lupi mannari hanno un loro clan?-

-Ogni totem ne ha uno diverso. Alcuni clan sono organizzati in branchi, come i lupi, che sono il clan più potente in Europa. Nel mio invece tendiamo a stare ognuno per conto proprio, o al massimo in coppia.-

-Ma se siete organizzati in clan, che ci fai agli ordini degli sciamani?-

-I clan dei teriantropi aderiscono al Culto fin da prima che iniziasse la storia, poiché furono proprio i nostri benefattori, gli Antichi, a dare all’uomo la benedizione dei totem. Così i giovani vengono mandati spesso a supportare gli sciamani nella loro battaglia quotidiana contro le altre sette.-

-Insomma voi due siete quelle che fanno il lavoro sporco per gli sciamani.- concluse Giacomo.

-In pratica.- rispose Caterina -però è divertente. Senza questa vita impazzirei.-

Era tutto davvero molto interessante, pensava Giacomo, ma non quanto le due ragazze, davvero molto carine entrambe. Stava giusto pensando al modo migliore per arrivare ad una cosa a tre, quando Ginevra, con un balzo davvero felino gli fu addosso, baciandolo in bocca.

-Ti dispiace?- disse lei -Sai, mi sento un po’…- ed iniziò a fare le fusa.

-No, figurati.- rispose il ragazzo, ricambiando il bacio. Vide che intanto Caterina era scivolata sui sedili posteriori anche lei e stava armeggiando per togliergli i pantaloni. Fece capolino con la testa e baciò prima uno e poi l’altra, senza proferire parola, per poi tornare alle parti basse di Giacomo.

Quest’ultimo pensò che doveva andarci piano con quelle due: sarebbero state capaci di scoparlo a morte. Per la prima volta in vita sua ebbe quasi paura di essere al centro dell’attenzione di due donne insieme.

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