Il secondo presupposto è la medialità delle fonti di ispirazione. Per ottenere la totalità dei generi del fantastico è necessario saccheggiare qualsiasi fonte di immaginario, dai miti greci a quelli egizi o dell’India, dalla letteratura moderna e contemporanea ai fumetti, ai film, alle serie televisive, ai videoclip di mtv. L’idea è di mescolare tutto in una amalgama che crei cortocircuiti dell’immaginazione.

La medialità è anche un presupposto estetico di chi scrive: il saccheggio delle fonti deve avvenire nella consapevolezza che esiste un’unica arte, quella dell’uomo, e che di essa fanno parte tanto i grandi classici quanto l’ultimo fumetto in edicola o la pubblicità di un’automobile, o un videogioco. Fra la Divina Commedia e Dragon Ball vi è una differenza di grado, non di genere, ovvero fanno entrambi parte dell’arte umana, una può essere migliore dell’altra, ma stanno tutte sullo stesso piano.

Per questo è possibile fondere insieme tutto il narrativo e il figuarativo.

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divisoreIndice dei postulati:
1. Totalità dei generi del fantastico
2. Medialità delle fonti di ispirazione
3. Plagio
4. Coerenza e compattezza
5. Realismo dell’irrealtà
6. Popolarità e radicalità
7. Relativismo morale
8. Blasfemia e scorrettezza politica
9. Fine puramente estetico
10. Inversione prospettica
11. Bosciolante

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