Pattuglia templare, parte 4

ottobre 28, 2014 da Cronotopo

Mentre l’accampamento dei narcos ardeva tutt’intorno Skorzeny penetrò nel sotterraneo: un largo corridoio in pietra conduceva verso il basso. Dopo averlo percorso si ritrovò in un salone riccamente decorato di macabre figure dai contorni distorti. Il brivido tipico dell’incontro con le forze dell’Oltre si insinuò lungo la schiena.

I templari che affiancavano il maestro stavano operando scansioni della struttura: -Signore- disse uno -sembra che il complesso dei sotterranei sia piuttosto vasto, e c’è un altro ambiente al di sotto di questo, le pareti sono più irregolari, si direbbe una caverna nelle profondità del monte. La pressione sulla soglia pare venire da là.-
-Ottimo lavoro.-

In quel momento dai numerosi ingressi del salone iniziarono ad affluire orde di uomini che portavano paramenti sacri, o meglio blasfemi; sembravano i seguaci di un culto locale affiliato all’Oltre. Indossavano tuniche, molte nere, alcune viola, coperte di simboli arcani, avevano il cappuccio sugli occhi ed emettevano tutti insieme una macabra cantilena di morte. Si trattava di un qualche incantesimo per indebolire le loro menti. Erano armati di asce, spade e mazze.

I templari aprirono il fuoco su di loro, ma erano tutti protetti da scudi deflettori di natura magica, nessun attacco a distanza li avrebbe potuti colpire. Furono costretti ad incrociare le armi con quella marea umana che si stava riversando su di loro. Skorzeny attaccò con una mano che ardeva di plasma e l’altra che brandiva il suo spadone termico, una specie di trave metallica affilata innervata di conduttori termici.

Quando ingaggiò il primo di quei monaci deliranti si accorse immediatamente che dovevano essere infetti; parò il suo fendente e mentre restavano lama contro lama accadde qualcosa che colse di sorpresa il gran maestro: dal ventre di quell’uomo saettò fuori come una frusta una lunga protuberanza contorta che artigliò con le sue fauci l’unità modulare, danneggiandola.

-Dannazione!- doveva trattarsi di una versione più avanzata del parassita. Si accorse che i colpi non danneggiavano gravemente il corpo degli uomini portatori, risultavano molto più efficaci contro il parassita che usciva come un tentacolo dalle pance di quei folli.
Uno dei suoi templari fu sopraffatto. Mantenendo il contatto telepatico fino all’ultimo Skorzeny poté percepire la morte di un uomo dilaniato da quelle mostruose escrescenze carnose dai colori lividi come cadaveri putrefatti.

Per fortuna l’altro cavaliere era un teleporta, ed aveva nei suoi armamenti alcune mini-testate nucleari. Potevano demolire tutto dall’interno. -Ma non basterà anche per l’altro ambiente, signore.- interloquì mentre si difendeva dagli attacchi dei monaci.
-Va bene, allora piazza la carica e trasportaci lì.-
-Sissignore.-

Templari

Un attimo dopo erano in una buia caverna dal terreno molliccio e umido. Passando all’infrarosso si resero conto di essere in una specie di budello, di intestino gigantesco: le pareti erano vive. Da esse proruppero getti di acido nauseante che schizzò i loro esoscheletri modulari iniziando a corroderli.
-Maledizione, cerca di portarci al centro di questa cosa, dobbiamo trovare il cuore, o qualcosa del genere, scommetto che lì troveremo anche i cultisti!-

Il templare, che rispondeva al nome di John, o Juan, iniziò una serie frenetica di salti nel discreto spaziale nel tentativo di eseguire l’ordine, mentre il suo superiore gli copriva le spalle sparando a tutto quello che si muoveva nel buio, fauci, disgustosi orifizi, artigli che costituivano il sistema immunitario di quella creatura abominevole.

Alla fine giunsero in una cavità immensa al centro della quale stava sospesa una massa pulsante di carne grande quanto un palazzo a due piani dalla quale partivano collegamenti e ramificazioni di tessuti in tutte le direzioni. I cultisti erano lì da qualche parte, ma non si palesavano, come loro uso, tiravano le fila nascosti da qualche parte immersi in quell’organo mastodontico.
Furono ancora attaccati dal sistema di difesa immunitario della creatura dentro la quale si trovavano, tentacoli che spuntavano dal suolo, sfere volanti di due metri con nientaltro che una bocca vorace come orifizio, ancora schizzi di acido.

Gli esoscheletri erano ormai inservibili, li lasciarono a terra innescando le testate rimanenti; sarebbero dovuti restare fino all’ultimo secondo per assicurarsi che i cultisti non riuscissero a disattivare le bombe, ed ora erano solo con le loro armature da battaglia potenziate. Come se non bastasse cominciò un bombardamento magico, fulmini, palle di fuoco, ed altri dardi frutto della stregoneria si abbatterono sui templari.

Tuttavia l’attività mentale necessaria a produrre gli incantesimi rivelò con esattezza al mentalismo dei cavalieri la posizione degli stregoni; Juan li teleportò all’interno dell’organo pulsante, tentando di intercettare e di penetrare le menti cultiste per anticipare le loro mosse.

Trovarono cinque cultisti che fluttuavano attorno ad una gemma dai riflessi inquietanti, delle dimensioni di una testa umana, posizionata su un piedistallo di pietra nera. In due portavano i paramenti Inca, gli altri tre dovevano essere cultisti europei, forse druidi. Skorzeny tagliò la gola al primo, che non si accorse di niente. Il secondo schivò con un salto nel discreto, ma trovò l’altro templare ad attenderlo, morendo trafitto al cuore.

Gli altri lanciarono incantesimi per indebolire i loro corpi, ma furono interdetti dalla loro tenacia; altri due caddero, e alla fine l’ultimo sopravvissuto fuggì lontano da lì con un teletrasporto. I due templari si teletrasportarono anche loro fuori da quel carnaio poco prima della detonazione. Intanto la pressione sulla Soglia era sparita: i cultisti erano fuggiti, la battaglia era finita.

Il gran maestro tornò a bordo del suo robojet insieme ai suoi uomini, e mentre sfrecciavano via alla velocità del suono la pianura fu inghiottita da una raffica di detonazioni atomiche sotterranee. Skorzeny assaporò il gusto della vittoria, chiedendosi però quanto questa avrebbe contribuito alla guerra.

 

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