Pattuglia templare

ottobre 28, 2014 da Cronotopo

Universo Aldebaran, Pianeta Terra maggio 2050 d.C. datazione locale basata sulla rivoluzione del pianeta intorno alla sua stella, e sulla nascita di Gesù detto il Cristo, primo dei santi.

skorzeny

–Ci siamo, ecco l’accampamento dei narcos!- Pensò il grande maestro dei Templari a bordo del suo robojet Valkyr 3.

In mezzo a tutte quelle montagne infestate da mostri e spiriti era quasi impossibile avvedersi di una copertura mistica, c’era troppo rumore di fondo nella vibrazione dell’essenza. Per questo i Nove avevano mandato lui, che di bombardamenti e missioni occulte ne aveva collezionate migliaia in quel secolo e passa di esperienza che aveva vissuto.

Certo erano lontani i tempi delle imprese sotto la luce del sole; almeno la Grande Guerra dava anche momenti di visibilità e di gloria. Tutti quei morti non potevano essere coperti in altro modo, se non mettendo in scena quella pagliacciata delle guerre mondiali. Ricordava ancora quando era andato a dare man forte a quegli inetti degli italiani sul Gran Sasso. Lì sì che si era sentito un eroe. Ma le stregonerie erano troppo potenti. Laggiù nello stivale se l’erano dovuta vedere con i cultisti, ma sul fronte orientale non era certo andata meglio con i diabolici.

Era entrato giovanissimo nella Guerra e nella setta, ma era comunque arrivato tardi: il conflitto era in atto già da almeno ottant’anni. Eppure aveva anche vissuto l’ultimo momento di speranza per le cavallerie spirituali di battere i nemici dell’umanità, quando proprio i templari italiani, forse poco atti al combattimento ma sicuramente mistici di prim’ordine, avevano creato il loro capolavoro di persuasione occulta, il Fascismo, rubando il controllo delle masse europee ai diabolici e alla loro nuova trappola per anime, il Comunismo.

Fu un successo clamoroso: i diabolici seguaci dell’Abisso erano maestri nel cogliere le potenzialità del Moderno per piegarle ai loro fini malevoli. Mentre si diffondeva la Scienza avevano puntato tutto sulla borghesia, e con l’Industrializzazione si erano inventati quella storia del proletariato: il Moderno sembrava appartenergli. E invece gli italiani ebbero un’intuizione geniale: come traslare certi aspetti della mistica templare nel Moderno in modo da fungere da fenomeno di massa. Com’erano belle tutte quelle folle che marciavano salutando con il braccio alzato, coperte di simboli iniziatici appartenenti alla loro setta!

Non era bastato: il potere sprigionato dal suo paese, la grande Germania, unito alla supremazia tecnologica loro e dei Samurai, dalla quale era nata la robotica modulare alla base del suo Valkyr, non era stato sufficiente ad arrestare il dilagare dei cultisti e dei diabolici in tutto il mondo. Ora la Terra e il sistema solare appartenevano sostanzialmente a loro, e alla maledetta Chiesa Cattolica, rimasta neutrale dall’inizio alla fine della guerra.

Ma almeno non lì in sud america. Almeno lì il suo ordine era riuscito a riorganizzarsi e a prendere il controllo di quasi tutto il continente. Avevano strappato, con il riluttante aiuto dei Samurai, che non si fidavano molto dei loro fratelli occidentali dopo la Grande Guerra, il controllo del Nexus Inca, Machu Picchu, alle grinfie dei cani della Divina Tirannide, insinuandosi nella secolare lotta tra loro e i cultisti per il predominio spirituale dei dormienti.
Insieme all’Africa, i territori del sud america erano i luoghi dove i servi dell’Ignoto speravano di ripristinare l’adorazione degli dei dell’Oltre.

Ora i Templari, grazie al Nexus, tenevano saldo il controllo politico della regione, a parte in quei paesi come il Venezuela dove i diabolici erano riusciti a farsi strada a scapito delle altre forze. I cultisti erano rimasti infiltrati nell’ambiente dei riti sincretici, dove continuavano la battaglia contro la Chiesa, specie in Brasile, e in quelli dei produttori di droga e della malavita che la smerciava nelle strade delle baraccopoli che ormai giacevano all’ombra dei secondi livelli delle grandi città.

Estirpare la malapianta della coca era una impresa impossibile; c’erano migliaia di basi simili a quella appena scoperta sparse lungo le Ande, e in ognuna erano nascosti i cultisti successori degli Inca, forti dei loro contatti con i Druidi, beneficiari del Moderno, che producevano orde biotecnologiche con cui prepararsi alla riconquista del continente come avevano fatto mezzo millennio prima.

Tuttavia era quella l’impresa alla quale stava cercando di contribuire in quel momento; una comunicazione telepatica da parte del capitano dello stormo di robojet lo fece focalizzare di nuovo sulla missione:

-Maestro Skorzeny?-
-Dimmi pure, capitano Tiago-
-Procediamo con il piano d’attacco?-
-Aspettiamo di sorvolare la zona, cerchiamo di dare l’impressione di non esserci accorti di nulla prima di bombardare.-
-Ricevuto, maestro.-

In realtà la loro sarebbe stata un’azione diversiva, nella speranza di impegnare il maggior numero possibile di forze nemiche per permettere alle trivelle atomiche di compiere il loro sporco lavoro e fare piazza pulita di quel covo di nefandezze inenarrabili.

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