Il terzo presupposto è il plagio. Si tratta di un presupposto operativo: il saccheggio delle fonti e la successiva amalgama deve riguardare non solo i generi, ma anche i soggetti, e ciò dev’essere fatto secondo il presupposto della medialità. In Satrasia ci dev’essere posto per il mito greco come per la popstar.

Questo concetto può essere reso più chiaro dalla tesi 207 de La società dello spettacolo di Guy Debord: “il plagio è necessario, il progresso lo implica”. Ciò non costituisce una violazione del copyright, poiché quando il plagio viene fatto entro certi limiti viene visto come un omaggio alla data opera. Gli esempi in questo senso sono innumerevoli.

In Italia un risultato di questo genere è stato raggiunto da Dylan Dog per quanto riguarda il genere dell’horror. Generalizzando l’idea, Satrasia dev’essere una citazione continua di tutte le opere fantastiche mai prodotte. Un’ambiantazione dove ci sia un posto per qualsiasi tipo di personaggio di cui si sia mai narrato, il quale viene trasfigurato secondo le logiche di Satrasia.

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divisoreIndice dei postulati:
1. Totalità dei generi del fantastico
2. Medialità delle fonti di ispirazione
3. Plagio
4. Coerenza e compattezza
5. Realismo dell’irrealtà
6. Popolarità e radicalità
7. Relativismo morale
8. Blasfemia e scorrettezza politica
9. Fine puramente estetico
10. Inversione prospettica
11. Bosciolante

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