Proliferazione dei senzienti finiti

ottobre 26, 2014 da Cronotopo

LogoSatrasia- primitivoRiprendo adesso la narrazione dei primi momenti di Satrasia, lasciando perdere le divergenze di lettura fra le diverse Forze Superiori che tutto governano.

Dunque in ciascuno dei frammenti è contenuto il potere della Divina Sorgente dalla quale proviene, il quale trascinato dalla volontà finita del senziente al quale di volta in volta appartiene, esercita una continua modifica di ciò che è reale; coloro i quali apprendono questo e ne divengono consapevoli sono in grado di alterare direttamente la Realtà con la loro Volontà; gli esseri mortali che fanno ciò sono detti “Mistici” dagli altri mortali. Essi si riferiscono ai frammenti usando parole come “Spirito” o “Anima”.

Fu così che la maggior parte dei frammenti della divina coscienza proliferarono nelle varie dimensioni, dando luogo anche a forme di vita intelligenti, più o meno consapevoli di tutto ciò che li circonda. Essi sostano di volta in volta in esistenze materiali ordinate, come gli organismi e i meccanismi, e le abbandonano quando l’ordine cessa, tendendo a ritornare in un’altra esistenza finita dello stesso universo o di un altro.

Nessuno conosce la direzione del moto complessivo dei frammenti della divina coscienza, alcune si avvicinano alla divinità, altre scivolano verso l’Abisso, altre ancora si perdono e fluttuano senza corpo ai limiti delle dimensioni materiali, resi inquieti dalla loro precedente esistenza materiale.

Ma ad altri frammenti, per così dire di taglia più grossa, di stoffa più spessa, di sonorità più intensa, toccò una diversa sorte, cadendo non nelle dimensioni materiali ma fuori da esse negli oltre-luoghi infra mundi meta cosmi, andando a formare gli Spiriti dell’Oltremondo, gli immortali tessitori di trame che in ogni tempo e in ogni luogo si contendono il dominio del tutto.

La divinità, perduta la sua scienza, era diventata una pura volontà, desiderosa di riprendersi tutti i suoi frammenti, affamata di anime; voleva ciecamente tutte le individualità che i frammenti avevano fatto scaturire nel tutto. Intorno al centro di luce del suo occhio reso cieco dalla follia si creò la Corona di Dominio, che delimita i confini di ciò che i mortali chiamano il Cielo, o Paradiso, il luogo ove è impossibile non avvertire la volontà della Divina Sorgente.

Nessun frammento proveniente dai mondi può resistere ad essa, al suo cospetto non può che ritornare alla sua origine e in essa perdere la propria identità con se stessa. Coloro che hanno il compito di trovare il modo di riportare i frammenti della divina coscienza all’origine sono detti Angeli del Signore, sono loro gli Spiriti che proliferarono nel Cielo e che, nati come individui entro la Corona, sono permeati della volontà divina e lottano per essa. All’interno della Corona solo il potere divino è sovrano, nemmeno Toth, mio signore ed essenza di ogni dimensionalità, può nulla in Cielo.

Gli spiriti che sorsero presso Azoth divennero ciclopiche mostruosità dall’esistenza insopprimibile, alcune dotate di un’intelligenza inaudita, altre cieche e sorde come il loro signore, essi sono archetipi di ogni materialità, ma non di per sé materiali essi stessi, alcuni immobili come sassi, altri distruttivi come il fuoco, altri ancora nefasti come la malvagità dei mortali. Questi ultimi traggono il loro diletto dal seminare il caos ovunque, poiché ogni mondo è a loro accessibile, tranne il Cielo.

Dal luogo senza luogo dove collassa Azoth, che essi venerano come loro Re, e che per questo viene anche detto il Sultano del Caos, essi possono raggiungere lo spazio esterno di qualunque universo, e vengono perciò detti Mostruosità dell’Oltre. In qualunque direzione della realtà uno voglia andare infatti, che non sia alla divinità o all’abisso, andando oltre giungerà sempre ad Azoth. Queste mostruosità terrorizzano, sottomettono e massacrano le forme di vita che popolano gli infiniti mondi, senza alcun preciso piano ma semplicemente godendo del disordine stesso.

La materia che confluì intorno all’Abisso, il pozzo della realtà che tutto risucchia come un gorgo, andò a costituire quella realtà limite detta Inferno, e i frammenti della divina coscienza che precipitarono fin lì ne furono la feroce popolazione, i Demoni dell’Inferno appunto. Anch’essi lottano per le anime degli altri esseri, ma essendo per natura inabili alla creazione essi devono, per aumentare il loro territorio, gettare interi mondi nell’Abisso.

Qualunque anima gettata nell’abisso diventa un demone a sua volta, ma i demoni, il cui unico scopo è il potere personale, tengono il loro numero sotto controllo, gettando nel nero pozzo solo le anime più deboli, per paura che nasca qualche demone troppo forte che cambi i violenti e complicati equilibri politici dell’Inferno. Preferiscono rinchiudere la maggior parte delle anime catturate o vendute nei nove cerchi, le loro prigioni, e pascersi del loro dolore eterno. Poiché è vietato loro l’accesso senza invito ad una qualunque delle dimensioni, essi tessono complicate trame nei vari mondi, per poi prenderne il controllo, gettarli nell’Abisso e catturarne tutte le anime.

Tutti i demoni sono costantemente intenti ad interpretare la volontà dell’Abisso, l’Oscura Trama, il piano per dominare il tutto, e solo una cosa è certa: solo gettando Azoth nell’Abisso sarà possibile trasformare Satrasia in un unico grande Inferno e distruggere per sempre il Cielo e la divinità, che i Demoni odiano più di tutto. Essi sono infatti gli esseri più legati alla propria individualità, e solo di essa gli importa. Per questo è impossibile controllare le loro menti con i poteri metafisici, e solo i più saggi o i più folli tra i mortali riescono ad ingannarli o a raggirarli.

Nell’infinito Vuoto Spirituale, il labirinto immateriale che si frappone fra Cielo, Oltre, Inferno e gli infiniti mondi di Satrasia, si formarono bolle di realtà intermedia, che i mortali chiamano Sogni e Illusioni: nessuno sa se siano effettivamente i sogni e le illusioni dei senzienti finiti a crearle, oppure siano esse a visitare le loro menti, solitamente del tutto occupate dai mondi sensibili nei quali esse abitano.

Tutto ciò che le menti degli esseri mondani concepiscono, sognano, sperano, ma che non trova attualizzazione nella realtà materiale, prende forma attorno ai mondi come Anello dell’Effimero, per poi disperdersi lentamente, andando ad alimentare le Correnti dell’Irrealtà che al loro volta alimentano le Falde dell’Immaginario.

In queste zone intermedie proliferarono altri spiriti dell’Oltremondo, la cui varietà e complessità si sottrae ad una qualunque descrizione generica; molti furono i nomi che i mortali hanno attribuito a simili entità, spiriti, dei, ninfe, geni, sono solo alcuni di essi; gli interessi di queste creature sono assai differenti tra loro, come diversa è la loro natura.

Tuttavia alcuni di essi presentano una caratteristica comune: traggono una particolare forza dalle preghiere e dalle invocazioni dei mortali, in modo assai più diretto di qualsiasi altro spirito dell’Oltremondo. Essi vengono chiamati dagli iniziati “Idoli”, i quali instaurano legami spirituali di do ut des con i mortali che affollano i mondi.

In cambio di preghiere, sacrifici ed altre manifestazioni devozionali, gli Idoli elargiscono favori e benefici ai loro adoratori; questo tipo di istituzioni viene comunemente chiamato idolatria. Si tratta di una delle più antiche usanze sorte nella notte dei tempi nei mondi materiali.

L’ibridazione tra le varie forme esistenti fin dal principio ha ulteriormente aumentato la varietà degli esseri, dando vita a meticci quali i semidei, i Nephelim, i figli del Demonio, e così via. Particolare attenzione meritano gli Anemoni, nati dall’unione di un angelo e di un demone, i quali, appellandosi come “Perfetti”, considerano se stessi il massimo frutto della mistica realtà di Satrasia.

LA SOPHIA

Ma incarnata fra i senzienti finiti, mortale tra i mortali, eppure eterna come la sua origine, inconsapevole della sua condizione, vi è la diretta manifestazione fisica della sapienza divina esiliata nella materia, una donna, la prima e l’ultima, l’amata e l’odiata, la prostituta e la santa, Sophia. Alcuni lottano per ricondurla all’origine, altri la vogliono morta, o imprigionata, altri ancora vogliono che ella rimanga tra i mortali per raggiungere la consapevolezza.