La necessità di conciliare la totalità con la coerenza porta ad un particolare intreccio di realismo e surrealismo, che costituisce il quinto presupposto: lo potremmo definire un realismo dell’irrealtà. Bisogna considerare fino in fondo le conseguenze dell’esistenza di elementi fantastici come la stregoneria, o i poteri mentali, o l’esistenza dell’Inferno, o i robot senzienti. E considerare come i vari elementi possono interagire.

Si tratta quindi di interpretare cose irrealistiche, come la capacità di far esplodere un pianeta con la pura volontà, in maniera realistica, cioè: come vivrebbe uno con un potere simile? Come sarebbe il mondo se esistessero veramente soggetti dotati di simili capacità? Che cosa significa veramente che esistono i demoni, o gli alieni? Gli alieni adorano il diavolo? O dio? O hanno un loro pantheon? Se ce l’hanno, gli dei esistono davvero anche loro. Ma cosa sono esattamente gli dei, se già esiste un dio onnipotente creatore del mondo? Sono angeli, demoni, o un’altra cosa ancora? E così via.

Insomma il punto è che ogni descrizione ed ogni spiegazione deve risultare credibile, e dare l’idea di cosa vorrebbe dire se una certa cosa, essere, abilità o dimensione, esistesse davvero.

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divisoreIndice dei postulati:
1. Totalità dei generi del fantastico
2. Medialità delle fonti di ispirazione
3. Plagio
4. Coerenza e compattezza
5. Realismo dell’irrealtà
6. Popolarità e radicalità
7. Relativismo morale
8. Blasfemia e scorrettezza politica
9. Fine puramente estetico
10. Inversione prospettica
11. Bosciolante

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