Il settimo presupposto riguarda il relativismo morale: come è già stato accennato, in Satrasia non esistono il bene e il male assoluto: esistono diverse fazioni e sottofazioni, ciascuna delle quali possiede i propri ideali e il proprio concetto di bene e di male. Ciò che per un gruppo è il bene supremo, per un altro è il male supremo, e viceversa. Non c’è una bilancia cosmica che dice cosa è giusto e cosa è sbagliato.

Ritengo questo l’unico vero vincolo di realismo sulle trame di Satrasia: infatti, guardando la maggior parte delle opere di fantasia, soprattutto del mainstream più recente, si ha sempre questa polarizzazione in due fazioni assolute, il bene e il male. Ritengo questo uno schema infantile e del tutto irrealistico, soprattutto in un mondo con ogni tipo di esseri dotati dei più straordinari poteri. L’architettura di Satrasia delinea uno schema più complesso, nel quale molteplici fazioni si confrontano avendo ciascuna le sue ragioni. L’autore potrà avere maggiore simpatia per una, ma dovrà essere il lettore a scegliere la sua preferita.

I personaggi e le fazioni protagoniste dell’opera sono caratterizzati da una ambiguità morale che serve a sottolineare il fatto che non esistono buoni o cattivi in senso assoluto, ma solo relativamente ad una data idea: Satrasia è un mondo machiavelliano dove il fine giustifica sempre i mezzi, dove il sacrificio degli affetti e delle persone care, o semplicemente degli innocenti, in vista di un proposito superiore è all’ordine del giorno.

Personalmente non ho mai potuto sopportare le trame dove un grande eroe, davanti alla scelta di salvare il mondo sacrificando ad esempio la persona amata, sceglie sempre gli affetti e le emozioni personali, e puntualmente risulta che era quella la cosa giusta da fare. Al contrario, in Satrasia seguire le proprie emozioni, cercare di rispettare il singolo perché innocente o perché vi è un legame affettivo, porta sempre inevitabilmente al disastro davanti a chi invece mira senza pietà al proprio obiettivo.

fr sxfr dx

divisoreIndice dei postulati:
1. Totalità dei generi del fantastico
2. Medialità delle fonti di ispirazione
3. Plagio
4. Coerenza e compattezza
5. Realismo dell’irrealtà
6. Popolarità e radicalità
7. Relativismo morale
8. Blasfemia e scorrettezza politica
9. Fine puramente estetico
10. Inversione prospettica
11. Bosciolante

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>