Ulisse, un prototipo degli eroi di Satrasia

dicembre 14, 2014 da Cronotopo

Head_Odysseus_MAR_SperlongaLa mitologia greca affonda le radici nella profondità del mio immaginario, e rappresenta una delle fonti originarie più importanti di Satrasia.

I miti greci mi hanno accompagnato fin dalla più tenera età: il mio maestro di italiano delle elementari ci raccontava le avventure degli antichi eroi come se fossero personaggi dei cartoni animati e mi fece appassionare alle loro vicende fin da quando avevo sette anni, e per questo lo ringrazierò sempre.

Di tutti gli eroi il mio preferito è sempre stato Ulisse. Non ho mai potuto sopportare l’arroganza e l’ottusità di Agamennone, o la vacuità di Achille; apprezzavo la possanza di Aiace Telamonio, che usava gli alberi delle navi come bastoni, ma alla fine, fin da piccolo, ho sempre tenuto in maggiore considerazione l’intelligenza che la forza. E Ulisse era l’eroe non solo forte e spietato con i nemici, ma anche astuto, dal multiforme ingegno.

Inoltre era protetto da Atena, e ciò fece un cortocircuito nella mia giovane mente: infatti proprio in quegli anni uscivano in Italia per la prima volta i Cavalieri dello Zodiaco, forti di un doppiaggio sopra le righe che ha fatto scuola in tutto il mondo. Anche Pegasus e i suoi compagni erano protetti dalla dea della saggezza, per cui fu naturale per me vedere in Ulisse un cavalere dello zodiaco ante litteram, o nei seguaci di lady Isabel dei lontani discendenti dell’uomo dal mutiforme ingegno.

L’Odissea è un’avventura che non ha niente da invidiare ai prodotti più tardi della produzione letteraria fantastica: mostri, streghe, dei che scatenano la propria ira sui poveri mortali, inganni, stragi di amici e di nemici. Tutti questi elementi sono diventiati luoghi comuni della letteratura, poiché stiamo parlando di uno dei fondamenti della cultura occidentale. Non starò qui a spendere ulteriori parole per un opera sulla quale sono stati versati fiumi d’inchiorstro da più di duemila anni.

Non so quanti oggi si mettano a leggere il vecchio poema omerico, ma devo dire, avendolo riletto recentemente, che non solo è un forziere di immaginario, ma ha anche uno stile scorrevole che rende la lettura una vera gioia. Inoltre è privo di tutte quelle deprecabili fisime morali che caratterizzano molti degli autori più moderni. I greci non andavano per il sottile, ed io li seguo come posso su questa strada nelle cronache di Satrasia.

A Satrasia molte delle creature e delle situazioni dell’Odissea hanno il loro posto: i cilopi e i lestrigoni ad esempio sono progenie ibride dell’Oltre e dei primi idoli che hanno calcato la Terra, come Gea, mentre Circe, nel mondo degli Esposti, è la direttrice della sede messinese dell’Accademia di Magia di Ecate.

Gli dei olimpici sono ovviamente il prototipo per qualsiasi assemblea di idoli, e lo sono stati non solo per me ma per chiunque abbia inserito forme di politeismo in ambientazioni fantasy e non solo. Il do ut des è la relazione fondamentale attraverso cui, a Satrasia, gli idoli traggono potere dalla venerazione dei mortali. In alcuni casi, come a Domus, gli idoli locali chiudono addirittura le frontiere dell’Oltremondo per avere il monopolio delle preghiere.

Inoltre gli dei olimpici sono protagonisti in vari scenari di Satrasia, come ad esempio la Terra degli Esposti, dove sono riemersi dall’oblio durato mille anni e sono tornati alla ribalta, riempiendo le pagine dei quotidiani e delle riviste scandalistiche. Il loro ritorno è una promessa di una nuova età dell’oro per i popoli del mediterraneo, ed è una grave minaccia per la setta iniziatica affiliata alle forze celesti.

Le vicende narrate nei miti greci hanno spesso un riscontro diretto in Satrasia: gli eroi sono esistiti davvero, esattamente come gli dei, e i miti sulla genesi riguardanti Urano, Crono, la gigantomachia e così via rappresentano l’eco di vicende realmente accadute nell’alba della storia terrestre, e celano significati iniziatici sotto il naso dei dormienti.

La storia segreta della Terra e il significato occulto dei miti verrà svelato nello svolgersi delle cronache, in particolare nel primo volume della trilogia ambientata nel mondo di Aldebaran e intitolata La stella del Toro, quando un giovane dormiente verrà preso sotto l’ala di un antico maestro che lo istruirà sui misteri ultimi della mistica realtà.